Il neoliberismo come sistema economico-politico è il tema centrale di questo libro in cui Chomsky concentra la propria attenzione sulle contraddizioni e le conseguenze spesso negative di questo modello economico, strutturalmente precario ed eticamente non giustificabile. Gli scambi commerciali e i flussi di capitale sono regolati a livello globale, a detrimento delle economie dei paesi in via di sviluppo (e, in questo senso, l’esperienza della rivolta zapatista nel Chiapas costituisce un esempio emblematico).
D’altra parte, nei paesi del cosiddetto Primo mondo i grandi gruppi economici controllano vita politica e informazione. Molti dei paesi definiti democratici (Stati Uniti in testa) lo sono solo in apparenza: l’aumento generalizzato dell’astensionismo elettorale è sintomo della crescente sfiducia nella possibilità di influenzare le decisioni collettive. Con la sua abituale lucidità, uno dei pensatori più impegnati della nostra epoca denuncia e critica l’élite che, nell’interesse di pochi, governa e addomestica il consenso senza alcun riguardo per le disastrose conseguenze sociali e ecologiche di una simile politica.
