Nell’attuale fase di crisi economica e occupazionale, l’ambiente non può essere considerato come un “settore” della nostra economia, bensì un “bene collettivo” e un “fattore” di crescita. Solo nei termini di questa riconsiderazione l’ambiente, fattore che restituisce priorità alla qualità della vita oltre gli aspetti economici immediatamente visibili, può acquistare una nuova potenzialità in termini di occupazione e di rilancio degli investimenti, che non sia legata all’attuale modello di consumo, ma che diventi un obiettivo stabile dello sviluppo. L’occasione offerta dal Parere sul “II Programma Triennale per la tutela dell’ambiente” e i contributi in materia di Agenzia per l’ambiente hanno consentito al CNEL e in particolare alla 5ª Commissione Autonomie locali e Regioni di verificare il ricorrente intreccio tra questioni economiche sociali e istituzionali e quindi l’esigenza di affrontare in modo sistematico questa problematica. A questo punto si sono aggiunte le riflessioni avviate in sede di 2ª Commissione riguardo l’impatto delle nuove tecnologie di un rilancio occupazionale non legato solo alla produzione in senso stretto, ma piuttosto alla manutenzione dell’habitat naturale e, più in generale, ai lavori “socialmente utili”. Questa trasversalità del tema ambiente rispetto alle Commissioni operanti al CNEL si è risolta con la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, che, coinvolgendo di volta in volta i soggetti istituzionali, economici e sociali e le associazioni rappresentative, intende sostenere l’impostazione delle problematiche ambientali in un’ottica di sviluppo socio-economico.
Il tema affrontato in questo quaderno di documentazione rappresenta il primo prodotto della sinergia delle Commissioni CNEL – dopo il citato parere sul Piano triennale – e ripropone le relazioni e gli interventi del Forum su “Ambiente Sviluppo Occupazione” svoltosi il 10 Febbraio 1994 al CNEL.