Questo testo rappresenta la continuazione di un lavoro di ricerca e di riflessione sulla televisione avviato fin dal 1983 dagli stessi autori.
L’obiettivo di questo volume è quello di pensare la televisione come “oggetto” sociale e culturale, analizzando sociologicamente i testi che produce. L’assunto teorico è che la televisione sia un’impresa intellettuale più complessa di quanto non si creda dato che si è soliti pensarla solo come tecnologia o come sottoprodotto della cultura popolare. A chi ritiene che la televisione sia il deposito del “peggio” e “assenza di valori”, gli autori cercano di mostrare uno spessore e un’articolazione meno superficiale aprendo la mente nella direzione di quell’operazione intellettuale che ritiene la televisione il più democratico degli oggetti sociali del nostro tempo.
