La biologia e la medicina saranno in futuro al centro di accesi dibattiti e di angoscianti interrogativi.
Lo sviluppo rapido e vertiginoso delle loro tecniche porrà domande inquietanti alla coscienza dell’umanità e attenderà risposte adeguate al nuovo contesto di vita e alla nuova sensibilità che esso porterà con sé. Sempre più marcato e determinante sarà l’appello alla dimensione etica che dovrà accompagnare la pratica medica, la ricerca biologica e, in generale, la gestione della salute. Si pone però la necessità di individuare quali sono gli spazi operativi della ragione, nell’elaborazione dei giudizi morali nel campo della bioetica e quali sono gli appelli della fede alle dimensioni antropologiche imprescindibili. In altre parole si tratta di domandarsi se anche la teologia ha un contributo proprio e specifico da apportare alla soluzione dei problemi bioetici o se questi siano da affrontare e risolvere solo in base a calcolazione razionale, con argomentazioni di tipo sociotecnico. Il tenore di fondo su cui il libro si articola mostra con sufficiente chiarezza quanto sia difficile una risposta positiva alla domanda sul ruolo della teologia in bioetica, se questa domanda va a nutrire attese di tipo contenutistico-materiali.
Un libro ricco di sollecitazioni attinenti non solo il tema specifico affrontato, ma anche, in modo paradigmatico, all’intero problema del rapporto tra etica e fede.