A partire dal complesso di concetti filosofici che viene tradizionalmente indicato con il termine “Teoria Critica”, questo libro cerca di affrontare i problemi di fondazione e di legittimazione di una nuova teoria della formazione. Viene analizzato il processo storico che ha portato alla nascita del concetto moderno di “individuo” ed alla sua crisi profonda che è sfociata nella drammatica realtà della Shoah. Proprio la lettura delle pratiche di “pedagogia dell’espropriazione” attuate ad Auschwitz e nelle società post-totalitarie permette al formatore di rendere esplicito e padroneggiare quel dispositivo pedagogico che è presente in tutte le istruzioni e le pratiche sociali (in particolare in quelle rivolte all’infanzia e all’adolescenza), e del quale lo spazio, il tempo, il discorso il corpo il rituale sono operatori essenziali.
Uno studio approfondito di tale dispositivo permette al formatore di giocarlo, in chiave emancipatoria e rivoluzionaria, per la strutturazione di una pedagogia della resistenza nei confronti di ogni forma di dominio.