La dimensione del territorio non è nuova nel Servizio Sociale ed ha assunto aspetti e significativi particolari nei diversi momenti storici, influenzando le coordinate della professione e definendone particolari approcci. Dalle prime esperienze di Servizio Sociale di Comunità realizzate in alcune particolari aree, si è passati all’ipostesi del Servizio Sociale di Zona, quindi alla dimensione territoriale del lavoro sociale, che sottende un’ottica di intervento bifocale verso le persone e verso l’ambiente.
Gli autori propongono una ricostruzione storica originale delle diverse tappe di sviluppo nel contesto italiano, interrogandosi sulle modalità con cui la componente territoriale è entrata o entra nella professione dell’Assistente Sociale e delineano prospettive e strategie di intervento sul territorio, che si collocano in un quadro di ispirazione ecologica e si articolano nella costruzione di reti di vario tipo, funzionali alla presa in carico dei problemi e nel contempo alla prevenzione sociale. L’assistente Sociale si definisce, in questa chiave, come esperto di risorse e produttore di reti intese come matrici di aiuto, di intrecci e collegamenti finalizzati, che ispessiscono il tessuto sociale del territorio, arricchendo e qualificando le nicchie dei soggetti che ne fanno parte.
