Questo libro illustra uno studio sulle fonti dell’informazione sociale, promosso dall’Agenzia RES – Comunità di Capodarco, che testimonia la particolare attenzione che i giornalisti e gli organismi che la rappresentano dedicano oggi ad un tema rilevante e attuale, quello cioè dei soggetti deboli dell’informazione. In questo contesto si collocano varie iniziative promosse dall’Ordine dei Giornalisti e della Federazione della Stampa come ad esempio l’istituzione di sale stampa nelle carceri e la carta di Treviso sull’informazione e minori quale impegno per bilanciare il diritto di cronaca e il diritto del minore a veder garantito lo sviluppo della propria personalità e più in generale tutte le altre iniziative (come ad esempio il protocollo sull’informazione e la pubblicità poste a tutela più in generale del lettore quale titolare del diritto ad una informazione compiuta e corretta. In questa prospettiva generale si colloca la ricerca promossa dalla Comunità di Capodarco e dalla Federazione Nazionale periodici del volontariato sociale, organismi che hanno anche in altre occasioni manifestato la loro attenzione perché l’informazione si svolga – e alla stessa sia riconosciuto questo significativo ruolo – quale funzione essenziale rivolta al servizio del lettore.