Questo volume si propone come vero e proprio manuale teorico-operativo per tutti coloro che, a vario titolo, operano nei servizi pubblici e privati. Gli autori, partendo dalla definizione di esperienza tossicomanica come il perpetuarsi del rinvio adolescenziale della possibilità di decidere e quindi di progettare, analizzano: i vari modelli di relazione tossicomanica; le domande poste ai servizi; le risposte istituzionali; i possibili interventi; gli spazi per le strategie preventive. Sostengono che l’operatore non deve né sperare di guarire né limitarsi ad assistere. Deve invece curare, ossia, lavorare continuamente sulla costruzione del setting di cura, un setting che possa contenere la relazione terapeutica anche nelle sue fasi più difficili, anche nelle regressioni, negli allontanamenti e nelle separazioni che sempre caratterizzano i lunghi percorsi di uscita dalla mentalità tossicomanica. Creare quindi un ambiente facilitante, tollerante, senza scadere in assistenzialismo minimale, e promotore di cambiamento, senza esplodere maniacalmente nel “guarire”.
Un volume che, superando il limite dell’approccio medicalizzato e di quello volontaristico, integra i vari approcci in funzione del progetto di cura del tossicodipendente.
