Tema del libro è l’articolazione territoriale dello sviluppo italiano. La tradizionale immagine dicotomica Nord-Sud (sviluppo-sottosviluppo) è sostituita da un modello in tre parti, che assume l’ipotesi di due differenti modi dello “sviluppo” nell’Italia settentrionale, caratteristici rispettivamente delle regioni nord-occidentali e di quelle centro–nordorientali e basati il primo sulla dominanza della grande impresa, il secondo sull’industrializzazione diffusa. L’ipotesi nasce all’incrocio di alcune problematiche di ricerca degli ultimi anni (in particolare quelle sui nuovi termini della questione meridionale, sul modello di sviluppo, sul mercato del lavoro e classi sociali, sul decentramento produttivo) ed è posta in riferimento non solo alla struttura economica, ma più in generale alla struttura sociale. Alle tre forme di economia tenderebbero infatti a corrispondere tre forme sociali almeno in parte specifiche (in termini di struttura di classe, sistema politico, dati culturali) e la relazione fra le tre aree andrebbe infine vista come relazione fra differenti “formazioni sociali”, aspetto e momento cruciale dell’articolazione economica e politica della società nazionale.