“Un sogno ad occhi aperti in un pomeriggio milanese: trovare il modo di parlare e di far parlare alcuni tarantini sul rapporto fra la città e l’acciaieria, aprire ancora una volta una discussione su un argomento dibattuto e doloroso ma che non perde mai d’attualità”. E’ quanto espresso in questa antologia strutturata in tre sezioni principali: la cronaca, i racconti, le persone.
In questo libro vi è una sintesi delle varie tappe della vertenza ambientale che cominciò con l’ordinanza del 22 maggio 2001 del Sindaco di Taranto Rossana Di Bello con la quale venne imposto il fermo delle batterie 3-4-5-6 della cokeria Ilva. Quella stagione, cominciata con un braccio di ferro fra Comune e Ilva, si è poi conclusa nel dicembre del 2004 con un accordo fra Comune, Provincia, sindacati, industriali e Ilva che prevedeva, tra l’altro, l’elargizione di 600mila euro per il Comune di Taranto che il sindaco Di Bello ha dirottato sulle casse rossoblu della squadra di calcio del Taranto. E’ stato un epilogo che ha deluso le associazioni ambientaliste e la stessa TarantoViva la quale ha così deciso di tracciare la storia di una stagione tanto entusiasmante all’inizio quanto, alla fine, deludente. Infatti è stato lasciato alla sola magistratura il compito di completare i vari gradi di processo all’Ilva per lo sversamento delle polveri, dato che Comune e Provincia – in un primo tempo costituitisi parte civile – si sono ritirati dal processo.
