Genitori e figli comunicano attraverso due codici diversi. Così la percezione che ognuno ha della comunicazione dell’altro è diversa e diverse sono le interpretazioni. Molti genitori sono convinti di avere un “dialogo” con i propri figli ma spesso non avviene uno scambio reale, il dialogo è in realtà più un ‘monologo’, il flusso della comunicazione è a senso unico e i figli a volte preferiscono stare zitti, ascoltare. È necessario che anche gli adulti – non solo i genitori ma anche gli insegnanti – imparino ad ascoltare e a lasciar parlare loro. L’autore di questo libro, che da anni lavora come psicologo scolastico nei Cic e nei centri di ascolto dei diversi ordini di scuola, nei quali i ragazzi possono parlare ed essere ascoltati al di fuori della loro famiglia, propone una serie di riflessioni e di considerazioni rispetto all’esperienza maturata e alla formidabile opportunità che questi centri offrono per entrare nel mondo dei nostri bambini e ragazzi.
