La ricerca contenuta in questa pubblicazione, realizzata dalla Fondazione Centro Astalli ha l’obiettivo di analizzare il processo che ha prodotto la nascita di un Progetto per un nuovo Centro di accoglienza, raccontare il primo anno di attività e i primi risultati raggiunti.
La metodologia utilizzata nella redazione del testo tende a sottolineare: I caratteri innovativi del progetto “Centro Pedro Arrupe”, quali la collaborazione tra diverse realtà istituzionali (Ferrovie dello Stato, Comune di Roma, Ministero dell’Interno) e associazioni di volontariato (Centro Astalli); La trasferibilità del modello e dei risultati del progetto “Centro Pedro Arrupe” in altri contesti interessati a promuovere interventi di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati; L’ascolto diretto dei destinatari del progetto di accoglienza, attraverso la tecnica dell’intervista-racconto ad alcuni ospiti del Centro; Le buone pratiche e i risultati ottenuti nei progetti di accoglienza realizzati con ciascun ospite, attraverso la descrizione di alcuni casi studio che permettono di monitorare l’intero percorso del richiedente asilo, dal momento dell’arrivo nella città di Roma alla sua uscita dal Centro “Pedro Arrupe” perché ormai autonomo dal punto di vista lavorativo e alloggiativo. Dall’indagine emerge con chiarezza come il Centro “Pedro Arrupe”, già nel suo primo anno di attività, sia diventato un importante punto di riferimento per i richiedenti asilo a Roma. Una Conferma di quanto la valorizzazione a scopi sociali del patrimonio immobiliare, avviata dal Gruppo FS – anche grazie alla sensibilità e al fattivo contributo di Rete Ferroviaria Italiana che gestisce il patrimonio immobiliare FS – possa coniugare gli interessi della collettività di affrontare il disagio sociale con quelli dell’azienda di salvaguardare dal degrado il proprio patrimonio non più utilizzato per l’esercizio ferroviario, che, con queste iniziative, resta comunque a svolgere un servizio per il territorio.
