Ispirandosi all’ermeneutica del sacro di Mircea Eliade l’Autore intende proporre, a livello didattico-pedagogico, i linguaggi dello stupore, della creatività, della vita. Egli muove la sua ricerca del rapporto mito-creatività infantile attraverso l’utilizzazione della fiaba, quale strumento educativo, il più carico di sapienza antica, e il cui linguaggio iconico-intuitivo aiuta ad attivare il circuito mitico-emozionale latente nello stesso bambino, verso un’integrazione più armoniosa della sua personalità.
Attraverso il racconto fiabesco, caldo e vibrante, tenta lo stesso approccio già documentato dalla psicologia del profondo, al contatto con i dinamismi onirici dell’area espressiva infantile.
Ma mentre qui le simbolizzazioni sono lette in chiave psicoterapeutica, egli le “rigioca” come dinamismi spirituali di ogni essere umano. Per avvicinarsi al mondo del bambino “dall’interno” e per sentire e capire anche la sua cultura del sacro non c’è altra strada che il gioco, la corporeità, il mondo dell’immaginario e della fiaba. Nell’ambito di questa ipotesi nasce l’idea di affiancare fiabe aperte (perché interrotte qua e là, anche nell’aspetto illustrativo, per permettere ai bambini di integrarle) a schede informative tratte prevalentemente dagli studi di Mircea Eliade e dai risultati di altre ricerche etno-antropologiche.
