Un viaggio nel teatro-scuola italiano, alla scoperta del germe del nuovo attore – spettatore, alla riconferma di un singolare punto di incontro tra generazioni. Idea che mette in risalto un’esperienza con antiche radici, che vive ora di dinamiche innovative nelle modalità espressive e nelle prassi aggregative.
“Visto…” non è solo una ricognizione per immagini, ma è anche visione-invasione nei campi di una storia nascosta; aule, strade, boschi, antiche rovine, palestre sono la non scena di questa germinazione. Dalla grande letteratura alla favola, alla parola come invenzione; dalla musica colta alle contaminazioni contemporanee; dai cliché della scenografia alla ricerca di materiali artistici diversi; dalla scuola come soggetto teatrale alle storie di bambini e adolescenti.
Dal corpo come gioco al corpo come consapevolezza espressiva, dalla imitazione di modelli alla difficoltà di compenetrarli.
Un teatro dell’essenzialità, dove si rompe l’incantesimo della distanza e il luogo scenico è elemento concreto e condiviso che si pratica nell’incontro tra ragazzi, insegnanti, operatori e genitori, per salvare il teatro immaginandolo e vivendolo.
