Nell’attuale situazione di disagio delle relazioni interconfessionali e interreligiose che ha messo in discussione l’utilità stessa del “dialogo”, giunge opportuno a rilanciarlo e a restituirgli fiducia questo studio rigoroso e appassionato di Brunetto Salvarani, quasi una professione di fede nelle grandi possibilità del dialogo ecumenico in tutte le sue espressioni, particolarmente in chiave interreligiosa. Dialogo complesso e difficile, su cui sono legittime cautele e preoccupazioni, ma che scaturisce dalla dimensione ecumenica (vale a dire universale) della fede, la quale, proprio nell’essere “in relazione”, si prova e si rafforza; dialogo ancora incerto e inesperto nella Chiesa cattolica, che deve il suo inizio alla coscienza conciliare della sua utilità di fronte al “nuovo ordine di rapporti umani” profetizzato da papa Giovanni XXIII, dialogo affermato con coraggio, via di relazione necessaria, urgente e senza alternativa nella situazione di convivenza difficile, dove le società divenute troppo in fretta multiculturali e plurireligiose favoriscono spesso aggregazioni chiuse e separanti, a rischio di scontri e intolleranti.
