Gli “ultimi della fila” sono i veri protagonisti dello studio elaborato e curato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan. Cittadini invisibili, persone, famiglie, interi gruppi sociali, che la “rete spezzata” dell’organizzazione sociale non riesce a proteggere. Lavoro atipico e flessibile, depressioni e demenze senili, deterioramento cognitivo e disturbi comportamentali, bisogni assistenziali in età avanzata, povertà delle famiglie italiane, accesso ai servizi sanitari, diritti negati, dipendenza senza sostanze… situazioni di fragilità umane ed esclusione sociale, di non autosufficienza. La ricerca accanto all’analisi dei problemi e dei bisogni offre concrete proposte ed esperienze orientate alla soluzione e al superamento del disagio, conoscenza e spiegazione scientifica si affiancano ai problemi operativi del “che fare” senza trascurare aspetti esistenziali ed etici. Temi affrontati con rigore scientifico attraverso le riflessioni di ricercatori e studiosi. Senza presa in carico, sena aiuto e supporto non c’è prospettiva dignitosa sottolineano gli autori nella guida alla lettura del Rapporto. Numerosi sono i dati inediti e le schede di approfondimento. Il punto di vista sullo stato attuale dei servizi, alcune risposte nell’ottica del coinvolgimento comunitario e l’esame dei recenti sviluppi della legislazione sociale con riferimento ai cambiamenti nel sistema della responsabilità dei servizi sociali introdotti dalla modifica del titolo V della Costituzione e dalle nuove prospettive federaliste.
