Campagna Welfare umano. Aderite: l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità

Vogliamo ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno già aderito e sostenuto la Campagna. L’attenzione posta da parte della Comunità di Capodarco è agli interventi di welfare, cioè a quelle azioni necessarie a garantire un tenore di vita dignitoso per tutti, anche a coloro che a causa di malattia, […]

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campagna welfare umano. aderite: l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità

Vogliamo ringraziare pubblicamente tutte le persone che hanno già aderito e sostenuto la Campagna. L’attenzione posta da parte della Comunità di Capodarco è agli interventi di welfare, cioè a quelle azioni necessarie a garantire un tenore di vita dignitoso per tutti, anche a coloro che a causa di malattia, disabilità, solitudine, povertà o discriminazione non sono in grado da soli di vivere una situazione di benessere. Una Campagna importante perché riguarda i nostri cari, riguarda noi.

L’impostazione di un welfare “umano” deve consentire all’individuo, nella fase più fragile della propria esistenza “di vivere la vita, la più felice possibile”. Per questo vi invitiamo ad ADERIRE sul sito della Campagna e a seguirla condividendone proposte, eventi e Manifesto attraverso il passaparola e i social media (gruppi Facebook, Sms, Twitter, email, WhatsApp..) Il nostro è un appello rivolto a tutte le donne e tutti gli uomini che vivono nei territori, rivolto a chi ha problemi di autonomia o familiari in difficoltà.

Partecipare alla realizzazione di un welfare più “umano” – con interesse e responsabilità – vuol dire contribuire alla vita sociale del paese. Un impegno importante che diventa simbolo di civiltà. Per una vita sociale “comunitaria” e non competitiva, convinti che l’aiuto reciproco non è un gesto di gratuità, ma di necessità.

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Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

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Lettera da Capodarco n.1 – Aprile/Maggio 2010

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Politiche sociali: le critiche e le iniziative
– Un manuale e una ricerca sul “modello” di Capodarco
– Riabilitazione: la nuova sfida si chiama SLA
– Notizie dai servizi
– Rinasce il bosco
– Comunità in festa il 26 e 27 giugno

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PREGHIERE PROBABILI

La solitudine è il flagello contemporaneo e quella che si annida nella modernità multimediale dei mezzi di comunicazione è tanto invisibile quanto perniciosa. Don Vinicio ci aiuta a conoscerla. Alla sua maniera. Senza nascondere nulla di sgradevole ai nostri occhi e alle nostre coscienze. Senza riguardo, ma del resto lui non ce l’ha nemmeno per chi l’ha ordinato sacerdote e lo ha scelto per scriverci queste preghiere, tanto probabili che leggendole non si può fare a meno di sperare che siano certe e diffuse” (Dalla Prefazione di Ferruccio De Bortoli).

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ANZIANI DEPORTATI

La chiusura delle Rsa, così come attualmente concepite, nell’arco dei prossimi sei anni, e la contemporanea creazione di strutture di tipo familiare caratterizzate da un massimo di 15 posti. Sono le due principali proposte illustrate da don Vinicio Albanesi, in un e-book che raccoglie la sua riflessione sul tema della gestione della terza età all’indomani della grave crisi che ha colpito le Residenze sanitarie assistenziali durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il presidente della Comunità di Capodarco si dice convinto della necessità di cambiare radicalmente la gestione della terza età, superando la tendenza all’istituzionalizzazione e cercando in ogni caso di favorire la permanenza in casa delle persone anziane. “L’epidemia, con le migliaia di morti dentro le Rsa, ha mostrato chiaramente – argomenta don Albanesi – i limiti terapeutici ed esistenziali che le persone anziane sono costrette a vivere: occorre cambiare approccio, senza far prevalere la logica del risparmio”.

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