Città, coinquilini solidali, generazioni: numeri e analisi al seminario di Capodarco

La convivenza nella città, l’educazione nei contesti difficili, l’accoglienza diffusa dei migranti e la loro rappresentazione mediatica, i conflitti generazionali e il futuro (possibile) dei giovani, la forza del reportage narrativo a confronto con la narrazione delle marginalità e del mondo dei media. Un’occasione di […]

this.image.title
città, coinquilini solidali, generazioni: numeri e analisi al seminario di capodarco

La convivenza nella città, l’educazione nei contesti difficili, l’accoglienza diffusa dei migranti e la loro rappresentazione mediatica, i conflitti generazionali e il futuro (possibile) dei giovani, la forza del reportage narrativo a confronto con la narrazione delle marginalità e del mondo dei media. Un’occasione di formazione (accreditata per giornalisti e assistenti sociali) aperta a tutti, che punta su numeri, analisi e storie e sul confronto diretto con esperti e testimoni. Da venerdì 29 novembre a domenica 1 dicembre, 4 sessioni, tre workshop e sessioni plenarie con oltre trenta relatori alla Comunità di Capodarco di Fermo.

NUMERI E STORIE
Sabato 30 novembre due sessioni parallele e una plenaria per sondare i conflitti sociali. Dalle 9.00 alle 11.00 primo workshop dedicato a “La città: spazi contesi, spazi condivisi”. Al centro di questa sessione, con la fondatrice e direttrice di Refugees Welcome Italia Fabiana Musicco e le giornaliste e documentariste Giada Valdannini e Elisabetta Ranieri, storie di coinquilini solidali e la voce delle donne di Scampia per raccontare il quartiere da un punto di osservazione diverso da quello narrato da libri e tv. In parallelo il secondo workshop affronta il tema dell’accoglienza diffusa dei migranti in Italia: l’esperienza di studenti e giovani stranieri che vivono insieme, quella delle famiglie che aprono la propria casa e la condizione dei minori soli, con la presidente dell’associazione Famiglie Accoglienti Antonella Agnoli, la sociologa Chiara Marchetti (Ciac onlus) e Silvana Leonforte, assistente sociale, esperta dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Nel workshop in plenaria (dalle 11.00 alle 13.00) si parlerà di un corretto dialogo tra generazioni, di contesti difficili e di come gli adulti debbano garantire ai giovani spazi vitali per crescere e affermarsi. Con Stefano Laffi, ricercatore sociale presso l’agenzia Codici, e Cesare Moreno, presidente dell’associazione Maestri di Strada.
Il dibattito sul tema delle migrazioni, in particolare sugli stereotipi e la rappresentazione mediatica, proseguirà anche nella mattina di domenica 1 dicembre con la lectio del sociologo Maurizio Ambrosini, che, tra l’altro, ricorderà i dati della ricerca promossa dal Csvnet su volontariato e immigrazione. Dei numeri del “Bilancio di Coerenza” 2019 del Credito Cooperativo parlerà il responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Federcasse, Marco Reggio.
Storie e dati in apertura del seminario venerdì 29 novembre con la giornalista Anna Meli, direttrice comunicazione di Cospe, a partire dal rapporto “Illuminare le Periferie”, che dialogherà con lo scrittore Angelo Ferracuti sulla forza del reportage narrativo. In questa prima giornata di lavori anche la presentazione del progetto Mysoli, l’app che aiuta gli anziani delle case di riposo e strutture sociosanitarie a vincere l’isolamento e contrastare la solitudine (sono oltre 190 mila oggi in Italia, oltre la metà ha più di 85 anni, 3 su 4 sono donne e 4 su 5 sono persone non autosufficienti).

LA RADIO, TERMOMETRO DELLE EMOZIONI
Sabato 30 novembre confronto a tre tra  Paolo Restuccia, regista del programma di Radio2 “Il ruggito del coniglio”, Marco Presta che della trasmissione è lo storico conduttore (con Antonello Dose) e Andrea Borgnino, responsabile dei contenuti del canale Rai Radio Techetè, per scoprire le “storie alla radio”. Uno strumento comunicativo libero e aperto, che raccoglie gli umori e le emozioni dei territori attraverso la voce diretta degli ascoltatori, ma anche un mezzo importante di coesione nei progetti sociali.
CI SALVEREMO?
Un’intervista a tutto campo sabato 30 novembre  al sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta per parlare della fragilità dei sistemi di welfare, dell’indeterminatezza del quadro politico di questi anni e degli squilibri territoriali e sociali che producono malessere e insoddisfazione nel nostro paese. Chiusura del seminario affidata al Ferruccio De Bortoli, domenica 1 dicembre, con una riflessione dedicata a conflitti e comunicazione, ma anche l’occasione per capire dove risiedano le risorse per un cambiamento dell’attuale situazione economica e politica e le potenzialità del capitale sociale del paese. Temi questi che percorrono il suo ultimo libro, “Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica”.

VOLTI E PAROLE (E UNA MOSTRA)
A ricordare il “viaggio” di questi anni, una mostra delle 25 copertine dei dépliant delle edizioni organizzate a Capodarco, realizzate dall’illustratore Andrea Rauch, autore della gran parte delle immagini che hanno caratterizzato la grafica dei seminari. Saranno esposte nei giorni e nella sede del seminario e Andrea Rauch sarà tra i protagonisti dell’edizione 2019, sabato 30 novembre in apertura della sessione pomeridiana. Un insieme, efficace e bello, di parole e segni che descrivono non solo la storia di questo quarto di secolo, ma anche le trasformazioni vissute dal mondo della comunicazione. Le fatiche, il disorientamento, il pensiero unico, la paura dei mondi sconosciuti, la bulimia degli spazi virtuali. A raccontare la storia di questi anni anche i volti e le parole di alcuni dei tanti tantissimi protagonisti di questi “25 anni di incontri”: nei giorni che anticipano il seminario 2019 le immagini saranno rilanciate sui social e andranno a comporre una fotogallery consultabile nel sito dedicato alla formazione.

Per i giornalisti iscrizione sulla piattaforma Sigef (Corsi enti terzi) entro il 25 novembre (17 crediti complessivi). Il seminario è accreditato anche per gli assistenti sociali (17 crediti complessivi). Per non giornalisti e uditori informazioni e iscrizioni: 0734 681001, giornalisti@redattoresociale.it.

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

UNA STORIA UNICA

“Diversi fra i diversi”, così Marisa definisce Maria Pia. Il giudizio sulle diversità non è sempre soltanto un giudizio sullo stato delle cose ma può essere usato anche come giustificazione dell’emarginazione che grava su coloro che sono oggetto di tale giudizio. La diversità dell’altro può essere accolta con paura, rifiuto e diffidenza da coloro che non si considerano diversi. I disabili fisici possono essere accolti in modo negativo dalla società e, allo stesso modo, uno schizofrenico come Maria Pia può essere accolto in maniera negativa da una una comunità di disabili fisici. Una “diversa tra i diversi” Maria Pia, una “diversa” che tuttavia, in questa comunità, ha trovato tanti riferimenti affettivi e tanto amore.

Articolo

IL DIACONATO DELLE DONNE? E’ possibile!

«Sul diaconato femminile, mi sembra utile una commissione che chiarisca bene questa cosa, soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa». È bastata questa frase di papa Francesco – pronunciata il 12 maggio 2016 durante l’incontro con le rappresentanti dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali – per riaprire una questione già affrontata più volte in passato, soprattutto in chiave di «rivendicazione femminile». Come contributo al dibattito in corso nasce questo agile saggio, in cui don Albanesi fa il punto sulla storia e la teologia del diaconato e ricostruisce anche la vicenda per molti versi oscura delle «diaconesse» nel primo millennio cristiano. E non teme di prendere posizione sull’oggi, con un «sì» deciso al diaconato femminile, visto come l’occasione per configurare in modo nuovo e convincente un ministero rinato con il Vaticano II e dall’identità ancora incerta. La vera posta in gioco non è infatti il riconoscimento anche ecclesiastico del ruolo fondamentale delle donne, quanto il riportare nel cuore stesso della missione della Chiesa il servizio della carità. Don Vinicio lo dice da esperto canonista, ma anche e soprattutto da «prete di strada» che ha dedicato la sua vita al servizio degli ultimi.

Articolo

RIPENSARE LA FAMIGLIA. Per un cambio di passo nella Chiesa

La centralità della famiglia non può rimanere uno slogan, ma deve concretizzarsi nella legge della Chiesa, nella liturgia e nella pastorale rompendo monopoli che già le indicazioni del Concilio Vaticano II avevano suggerito di superare. Questa è la convinzione di don Vinicio Albanesi, «prete di strada» da sempre attivo nelle «periferie» care a papa Francesco, ma anche canonista e parroco di una piccola comunità di duecento famiglie, che – con le sue variegate e a volte complicate storie familiari – rispecchia un po’ il mondo, almeno quello occidentale. Punto di partenza di questa riflessione è la prima tappa del cammino indicato dal Papa alla Chiesa, il Sinodo straordinario del 2014, che ha espresso preoccupazione per la «crisi» della famiglia, ma non ha suggerito proposte concrete, con- fermando dottrine che nessuno ha mai masso in discussione e limitandosi a esprimere misericordia e accoglienza

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.