Giornata contro la violenza sulle donne, a Sant’Anna con i ragazzi si parla del suo contrapposto: l’amore

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Comunità Sant’Anna – realtà che si occupa di minori 0/14 anni anche accompagnati dalle mamme, ragazze in difficoltà e ragazze madri -, ha discusso insieme ai ragazzi accolti non solo del tema della […]

this.image.title
giornata contro la violenza sulle donne, a sant’anna con i ragazzi si parla del suo contrapposto: l’amore

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, la Comunità Sant’Anna – realtà che si occupa di minori 0/14 anni anche accompagnati dalle mamme, ragazze in difficoltà e ragazze madri -, ha discusso insieme ai ragazzi accolti non solo del tema della violenza, ma del suo contrapposto, l’amore.

“La parola amore – scrivono – racchiude dentro di se varie sfumature: sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia. L’amore è materno, filiale, fraterno, famigliare, amicale. L’amore è affetto reciproco. L’amore è rivolto a sé stesso, è il desiderio di rivelare e far apprezzare le proprie capacità e buone doti, impegnando la propria volontà nello sforzo di accrescerle e potenziarle… Alcuni ragazzi che incontriamo nel nostro cammino di comunità spesso non hanno mai provato questo sentimento, altri lo stanno sperimentando solo ora per la prima volta. Sanno bene cosa l’amore non è, ma quanto è difficile sapere cosa è l’amore? Ognuno con il suo racconto di vita ha provato a dare una sua lettura, c’è chi è riuscito con facilità a dare una proprio significato alla parola e chi non ci è riuscito, perché la sua storia ancora non gli ha permesso di sentirsi amato”.

“Non voglio un amore a metà, lacerato, spaccato in due
Mi merito qualcosa di intero, intenso e indistruttibile”
(Frida Kahlo)

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

LA LUNGA SFIDA. MANUALE PER SUPERARE L’EMARGINAZIONE

Questo libro è la vita di Marisa Galli, co-fondatrice della Comunità di Capodarco. E’ una critica, a volte sopita altre volte feroce, del consumismo e dei “non-valori” dei nostri tempi. Scritto come un unico flusso di pensieri e emozioni , questo libro è lo specchio incrinato dall’emarginazione, dal disagio, dalla disabilità, uno specchio dove ciascuno di noi si dovrebbe riflettere. E’ il racconto della vita di una persona che pareva destinata all’emarginazione e all’isolamento sociale (povera, disabile e donna), divenuta invece artefice di un forte riscatto personale e collettivo.

Articolo

Lettera da Capodarco n.1 – Aprile/Maggio 2010

In questo numero della Lettera da Capodarco:

– Politiche sociali: le critiche e le iniziative
– Un manuale e una ricerca sul “modello” di Capodarco
– Riabilitazione: la nuova sfida si chiama SLA
– Notizie dai servizi
– Rinasce il bosco
– Comunità in festa il 26 e 27 giugno

Articolo

IL DIACONATO DELLE DONNE? E’ possibile!

«Sul diaconato femminile, mi sembra utile una commissione che chiarisca bene questa cosa, soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa». È bastata questa frase di papa Francesco – pronunciata il 12 maggio 2016 durante l’incontro con le rappresentanti dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali – per riaprire una questione già affrontata più volte in passato, soprattutto in chiave di «rivendicazione femminile». Come contributo al dibattito in corso nasce questo agile saggio, in cui don Albanesi fa il punto sulla storia e la teologia del diaconato e ricostruisce anche la vicenda per molti versi oscura delle «diaconesse» nel primo millennio cristiano. E non teme di prendere posizione sull’oggi, con un «sì» deciso al diaconato femminile, visto come l’occasione per configurare in modo nuovo e convincente un ministero rinato con il Vaticano II e dall’identità ancora incerta. La vera posta in gioco non è infatti il riconoscimento anche ecclesiastico del ruolo fondamentale delle donne, quanto il riportare nel cuore stesso della missione della Chiesa il servizio della carità. Don Vinicio lo dice da esperto canonista, ma anche e soprattutto da «prete di strada» che ha dedicato la sua vita al servizio degli ultimi.

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.