I 50 anni di “utopia concreta” della Comunità di Capodarco

CAPODARCO – Nel Natale del 1966, don Franco Monterubbianesi e 13 ragazzi, tra cui molti disabili, andarono ad abitare una villa abbandonata a Capodarco. I principi a cui si ispirarono furono tre: rispetto della persona, vivere insieme in comunità, essere attenti a quanto il territorio […]

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i 50 anni di “utopia concreta” della comunità di capodarco

CAPODARCO – Nel Natale del 1966, don Franco Monterubbianesi e 13 ragazzi, tra cui molti disabili, andarono ad abitare una villa abbandonata a Capodarco. I principi a cui si ispirarono furono tre: rispetto della persona, vivere insieme in comunità, essere attenti a quanto il territorio richiedeva. Da quella esperienza sono nate nuove comunità, che hanno fornito risposte a disabili fisici e psichici, madri con minori, famiglie sole, minori stranieri, ragazzi tossicodipendenti: ad oggi sono 14 in 8 regioni italiane, oltre a Ecuador, Albania, Camerun. L’11 e 12 novembre la Comunità di Capodarco di Fermo ricorda quella data e festeggia i 50 anni dalla fondazione con una serie di incontri e appuntamenti.
Venerdì 11 novembre(a partire dalle ore 15) giornata dedicata all’incontro e agli interventi delle diverse realtà nazionali, che dialogheranno sul tema “La parole chiave di Capodarco”, sollecitate da Andrea Pellizzari, direttore artistico del premio L’anello debole. Alle 16,30 interverrà la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi sul tema “Dagli inizi della riforma socio-sanitaria ad oggi”. A seguire donVinicio Albanesi, presidente della Comunità, il fondatore don Franco Monterubbianesi, Marisa Galli, tra le fondatrici di Capodarco, edon Angelo Fanucci, presidente della Comunità di Capodarco dell’Umbria, dialogheranno sui valori e le idealità della fondazione e le aspettative future, in contesto sociale profondamente mutato.

Momenti centrali di questa prima giornata, la proiezione del docu-film “Un’utopia che si fa storia. La Comunità di Capodarco” (75’), realizzato dalla regista Maria Amata Calò con Roberto Fittipaldi, e la presentazione, accanto a pubblicazioni storiche della Comunità, del nuovo libro di don Albanesi “I quattro gradi dell’amore del prossi
mo” (Ancora Edizioni, 2016). Dopo cena lo spettacolo teatrale con la Compagnia “Butterfly” della Comunità Capodarco di Roma.

La mattinata di sabato 12 novembre si apre (ore 9.30) con il dialogo tra Goffredo Fofi, scrittore e direttore della rivista “Lo Straniero”, e il sociologo Giambattista Sgritta su “Capodarco e la società italiana”. A seguire l’incontro con Enrico Mentana, su politica e comunicazione: un dibattito che vuole riflettere su quanto la Comunità in questi anni abbia ispirato un “nuovo” pensiero e le politiche sociali e indicato un modello di comunicazione diverso del disagio e delle categorie sociali. Interverrà l’on. Livia Turco, ministro della Salute nel secondo governo Prodi. Nel pomeriggio stimolati dal giornalista e conduttore televisivo Giovanni Anversa, gli interventi delle autorità e dei rappresentanti locali del mondo economico, sociale, sanitario, ecclesiastico, in un confronto che ripercorre la storia della Comunità.

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