L’Arcobaleno si racconta in un servizio del Tg2

Il servizio di Lisa Marzoli realizzato per il TG2 racconta la Comunità Terapeutica L’Arcobaleno di Capodarco attraverso le interviste al responsabile Riccardo Sollini, alla psicologa e psicoterapeuta Teresa Antonelli e all’intervento del presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi. La struttura socio-sanitaria, si trova a […]

this.image.title
l’arcobaleno si racconta in un servizio del tg2

Riccardo Sollini

Il servizio di Lisa Marzoli realizzato per il TG2 racconta la Comunità Terapeutica L’Arcobaleno di Capodarco attraverso le interviste al responsabile Riccardo Sollini, alla psicologa e psicoterapeuta Teresa Antonelli e all’intervento del presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi.

La struttura socio-sanitaria, si trova a Fermo e si rivolge a ragazzi con età compresa tra i 18 e i 30 anni con disturbi da uso di sostanze legali e illegali (oppioidi, cocaina, droghe sintetiche, farmaci, alcool). E’ la prima in Italia ad utilizzare e sperimentare il metodo psicoterapico EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) che agisce “riparando” e “desensibilizzando” i ricordi traumatici e le esperienze “positive” così da aiutare la persona a rielaborare il trauma e depotenziarne gli effetti negativi. Il metodo utilizza i movimenti oculari, paragonabili a quelli che si verificano spontaneamente durante il sonno Rem, per stimolare il sistema naturale di guarigione del cervello, cioè aiutandolo a “completare quello che non era riuscito a fare da solo”. 

Il servizio è andato in onda su:
– TG2 delle 20:30 del 3 giugno 2016 
– Tg2 insieme del 7 giugno 2016
In studio con Marzia Roncacci: Lisa Marzoli, Riccardo Sollini eTeresa Antonelli

GUARDA IL VIDEO

l'autore

Redazione Capodarco

L'ufficio comunicazione della Comunità di Capodarco racconta la vita della rete: persone, territori, diritti. Da sessant'anni diamo voce a chi spesso non ne ha. Tutti gli articoli

continua a leggere

Altre storie

Articolo

FRAMMENTI DI SOLITUDINE. Storie e pensieri di figli della Comunità di Capodarco

Cosa significa essere “figli” della Comunità di Capodarco, e cosa comporta crescere in un ambiente come quello? Dallʼinfanzia trascorsa allʼinterno di Capodarco alla vita adulta votata ad aiutare gli altri, anche in Paesi esteri come Tanzania e Albania, Riccardo Sollini analizza quanto e con quale entità la vita di comunità abbia influito sulla sua crescita e sulla sua realizzazione come uomo e come essere umano. Una riflessione toccante e intima che, avvalendosi anche delle preziose testimonianze di altri “figli”, analizza senza banalizzarla unʼesperienza che in lui, quanto negli altri, ha acceso luci ma ha anche lasciato altrettante ombre.

Articolo

UNA STORIA UNICA

“Diversi fra i diversi”, così Marisa definisce Maria Pia. Il giudizio sulle diversità non è sempre soltanto un giudizio sullo stato delle cose ma può essere usato anche come giustificazione dell’emarginazione che grava su coloro che sono oggetto di tale giudizio. La diversità dell’altro può essere accolta con paura, rifiuto e diffidenza da coloro che non si considerano diversi. I disabili fisici possono essere accolti in modo negativo dalla società e, allo stesso modo, uno schizofrenico come Maria Pia può essere accolto in maniera negativa da una una comunità di disabili fisici. Una “diversa tra i diversi” Maria Pia, una “diversa” che tuttavia, in questa comunità, ha trovato tanti riferimenti affettivi e tanto amore.

Articolo

RIPENSARE LA FAMIGLIA. Per un cambio di passo nella Chiesa

La centralità della famiglia non può rimanere uno slogan, ma deve concretizzarsi nella legge della Chiesa, nella liturgia e nella pastorale rompendo monopoli che già le indicazioni del Concilio Vaticano II avevano suggerito di superare. Questa è la convinzione di don Vinicio Albanesi, «prete di strada» da sempre attivo nelle «periferie» care a papa Francesco, ma anche canonista e parroco di una piccola comunità di duecento famiglie, che – con le sue variegate e a volte complicate storie familiari – rispecchia un po’ il mondo, almeno quello occidentale. Punto di partenza di questa riflessione è la prima tappa del cammino indicato dal Papa alla Chiesa, il Sinodo straordinario del 2014, che ha espresso preoccupazione per la «crisi» della famiglia, ma non ha suggerito proposte concrete, con- fermando dottrine che nessuno ha mai masso in discussione e limitandosi a esprimere misericordia e accoglienza

Resta in contatto

Le storie della rete, ogni due settimane.

Reportage, nuove pubblicazioni, eventi e battaglie sui diritti. Niente spam, solo ciò che conta.