La Giunta delle Marche approva i criteri di ripartizione del Fondo nazionale non autosufficienza

Un rafforzamento degli interventi a favore di anziani non autosufficienti e delle disabilità gravissime attraverso servizi di supporto alla famiglia e in particolare al lavoro di cura del caregiver familiare per assicurare l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona assistita: è la finalità degli interventi finanziati […]

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la giunta delle marche approva i criteri di ripartizione del fondo nazionale non autosufficienza

Un rafforzamento degli interventi a favore di anziani non autosufficienti e delle disabilità gravissime attraverso servizi di supporto alla famiglia e in particolare al lavoro di cura del caregiver familiare per assicurare l’autonomia e la permanenza a domicilio della persona assistita: è la finalità degli interventi finanziati con il Fondo Nazionale per le non autosufficienze di cui la Giunta regionale delle Marche ha approvato i criteri di riparto delle risorse agli Ambiti Territoriali Sociali e le modalità di utilizzo, su proposta dell’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini. I finanziamenti messi a disposizione del Fondo Nazionale per le non autosufficienze, annualità 2020, ammontano a 17.636.400 euro, integrati dalla Regione Marche con il fondo regionale per le non autosufficienze di oltre 4 milioni.

La deliberazione, trasmesso al CAL e alla quarta Commissione Consigliare, approva i criteri per interventi a favore di persone anziane ultrasessantacinquenni non autosufficienti. E’ previsto un assegno di cura per le funzioni assistenziali da parte di familiari, anche non conviventi, o da parte di assistenti familiari con regolare contratto di lavoro. L’intervento è gestito direttamente dagli ATS che procede con la formazione di una unica graduatoria di Ambito, stilata secondo l’ordine crescente del valore Isee. Il contributo mensile è di 200 euro concesso direttamente ai beneficiari.  Si attiva anche il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), un intervento gestito dai Comuni o dagli Ambiti Territoriali Sociali, rivolto unicamente ad anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti. Si tratta di un insieme di interventi di natura socio–assistenziale, tra loro coordinati e integrati, erogati al domicilio del beneficiario per necessità di assistenza come il governo della casa, la cura della persona o attività di relazioni.

Con la delibera si attivano le procedure territoriali anche per la disabilità gravissima che prevede di attivare o rafforzare, sul territorio regionale, la presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano personalizzato di assistenza che integri le diverse componenti sanitaria, sociosanitaria e sociale, in modo da assicurare la continuità assistenziale.

Nel 2019 sono state assistiti 3.300 anziani, mentre i disabili gravissimi sono stati 3.230.
“E’ massima l’attenzione nei confronti delle persone che hanno difficoltà, dagli anziani non autosufficienti alle disabilità, i cui disagi sono accresciuti dalla grave crisi sanitaria causata dalla pandemia – rileva l’assessore Saltamartini. – Gli interventi per la non autosufficienza supportano l’attività domiciliare a sostegno delle famiglie che possono provvedere all’aiuto del loro familiare in casa ed evitare così ricoveri impropri presso le strutture residenziali. L’obiettivo è potenziare i servizi domiciliari con quella particolare attività di cura e di assistenza svolta dal caregiver, la persona che si occupa di un familiare anziano, con disabilità o difficoltà, che deve poter disporre di un aiuto nelle fasi complesse dei vari problemi da affrontare”.

La filosofia di fondo che dovrà orientare la Regione, in coerenza con quanto previsto dal Piano Nazionale per le non autosufficienze adottato nel 2019,  è valutare l’effettivo bisogno della assistenza familiare e potenziare l’integrazione socio sanitaria, su tre linee di intervento: potenziare i punti unici di accesso dove le persone in prima istanza si recano per avere risposte per l’assistenza (oppure per garantire l’accoglienza e la prima risposta al cittadino), le valutazioni multidisciplinari per poter individuare correttamente i bisogni dell’utente e la previsione di un piano individuale personalizzato, con una descrizione della patologia della persona assistita in un quadro ampio.

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