“Non sono un anarchico ma un disegnatore di vita anarchica”. L’arte di Melek

“Ciao mi presento, sono Roberto in arte Melek. Sono un disegnatore”. Si racconta così Roberto, 36enne marchigiano che da qualche anno vive all’interno della Comunità di Capodarco di Fermo. Non si considera un artista, lascia che a definirlo siano le persone interessate al suo modo […]

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“non sono un anarchico ma un disegnatore di vita anarchica”. l’arte di melek

“Ciao mi presento, sono Roberto in arte Melek. Sono un disegnatore”. Si racconta così Roberto, 36enne marchigiano che da qualche anno vive all’interno della Comunità di Capodarco di Fermo. Non si considera un artista, lascia che a definirlo siano le persone interessate al suo modo di produrre opere, a quanti hanno il desiderio di avvicinarsi ai suoi disegni. Quindi al suo particolare mondo.

“Essere anarchici solo con l’arte”

Felpa con un’illustrazione firmata Melek

“Difficile inquadrare la mia arte, le mie opere sono del genere ‘future punk – anarchist concept’ – spiega -. Rappresento prevalentemente donne punk, alternative, con piercing, vestiti particolari e capelli multicromatici”. I suoi disegni sono quasi sempre arricchiti da simboli e frasi “prese da canzoni grunge, hip hop, black metal o metal”.

“Uso tecniche scarne con colori a pastello e a spirito, molte volte coniugati insieme.  Nei miei lavori troverete spesso la parola inglese ‘anarchist’ per rappresentare l’idea che ho del disegno stesso, che non deve essere monotono, ma disorganizzato caotico e multicolor. Ci tengo a precisare che non sono un anarchico, ma un disegnatore di vita anarchica. Si può essere anarchici senza nuocere agli altri. Si può essere anarchici anche solo con l’arte. Questo è quello che voglio comunicare”.

Un caos, armonico

Il suo è un caos che finisce col creare un’armonia intensa e ricorrente, le figure di donna seppur diverse una dall’altra, diventano familiari, riconoscibili. Volti che prendono vita prevalentemente su stampe di felpe e t-shirt, prodotti originali che propongono uno stile giovanile e unico.

Rendere visibile ciò che non lo è

“Sono ospite della Comunità di Capodarco di Fermo che mi ha dato questa opportunità. Dentro le mie opere c’è un pezzo della mia vita, spero vi piacciano. L’arte è da scoprire… conclude. Ah, mi piacciono anche i murales!”. Il suo sogno? Realizzarne prima o poi uno. Paul Klee diceva che “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. L’invito dunque è a scoprire e sostenere l’arte di Melek.
La si può ammirare attraverso il suo coloratissimo profilo Instagram.

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Redazione Capodarco

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