Pietre d’inciampo, nelle Marche posizionate 26 opere per ricordare

Oggi in Europa si contano oltre 75 mila Pietre d’Inciampo in 26 Paesi: un monumento diffuso, nato nel 1990 per intuizione dell’artista berlinese Gunter Demnig e cresciuto anche grazie al passaparola come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime […]

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pietre d’inciampo, nelle marche posizionate 26 opere per ricordare

Oggi in Europa si contano oltre 75 mila Pietre d’Inciampo in 26 Paesi: un monumento diffuso, nato nel 1990 per intuizione dell’artista berlinese Gunter Demnig e cresciuto anche grazie al passaparola come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime del Nazismo, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.

L’artista tedesco ne collegherà altre nove nel 2020 nelle Marche. Sette ad Ancona (via della Loggia, Corso Garibaldi, via Goito, via Fornaci e via Beccheria) ed una ciascuna a Osimo e Jesi. Le opere verranno collocate in luoghi simbolo che ricordano le vittime dei crimini e delle deportazioni ad opera dei nazifascisti. Quelle di quest’anno, in particolare, commemorano Franco, Lucio e Renzo Coen Beninafante, Piero Sonnino, Nella Montefiori, Vittoria Nenni e Dante Sturbini (Ancona), Annita Bolaffi (Osimo) e Giulio Ottolenghi (Jesi).

“Ringrazio l’artista e ideatore del progetto che in questi quattro anni è stato sempre presente, apponendo di persona le 23 pietre della città di Ancona- spiega in una nota il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo-. Quest’anno, poi, con le pietre che verranno installate a Osimo e Jesi, il progetto si allarga su scala provinciale e regionale, assumendo un carattere diffusivo, fondamentale per conservare la memoria della Shoah e delle persecuzioni razziali e politiche”.

Complessivamente nelle Marche sono state posizionate 26 pietre d’inciampo. Le prossime verranno inaugurate ad Ancona il 24 gennaio, mentre ad Osimo e Jesi, rispettivamente il 27 e il 30 gennaio.

Fonte: Redattore Sociale/Agenzia DIRE

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