Premio L’anello debole 2017: ecco i vincitori

Un piano per riportare acqua in un fiume deserto, il viaggio verso l’Europa visto con gli occhi di un bambino, i minori soli che tentano di attraversare la frontiera, il glifosato, l’erbicida più venduto al mondo, il lavoro che non c’è, la pratica della contenzione, […]

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premio l’anello debole 2017: ecco i vincitori

Un piano per riportare acqua in un fiume deserto, il viaggio verso l’Europa visto con gli occhi di un bambino, i minori soli che tentano di attraversare la frontiera, il glifosato, l’erbicida più venduto al mondo, il lavoro che non c’è, la pratica della contenzione, la violenza sulle donne. Sono le storie e i temi dietro i video e audio cortometraggi vincitori del premio L’Anello debole 2017, assegnato ieri sera, 24 giugno, nella penultima serata del Capodarco L’Altro Festival. Ad essi si sono aggiunti i premi speciali e quello della giuria di qualità. Una platea numerosa ed attenta ha seguito la serata condotta dal direttore artistico del premio Andrea Pellizzari, che sul palco ha avuto accanto il giornalista Rai Giovanni Anversa.

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Erano 187 le opere in concorso, italiane e da 14 paesi nel mondo (Marocco, Uganda, Ecuador, Australia, Francia, Malta, Bosnia, Iran, Regno Unito Svizzera, Russia, Spagna, Usa e Afghanistan) di cui 22 finaliste. Un’edizione, come ha sottolineato il presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi, di “qualità altissima”, qualità cresciuta negli anni costantemente. Per don Albanesi la forza e la serietà del Premio risiedono nella grande qualità professionale e umana con cui vengono affrontate e raccontate le storie e  in una giuria sensibile, scrupolosa ed attenta. Spazio anche a una riflessione sul fenomeno migratorio, tema molto presente nelle opere in concorso, e sulla necessità che gli Stati lavorino sull’accoglienza ma anche nel creare le premesse politiche di una vita senza conflitti nei paesi d’origine. “Noi andiamo avanti”, ha promesso don Albanesi guardando già alla prossima edizione del festival.

Le opere finaliste erano state scelte dalla giuria di qualità del premio e poi votate dai  componenti della giuria popolare durante la proiezione-maratona della “Notte dei corti” di venerdì 23 giugno.

Ex equo nella sezione Corti della realtà, premio assegnato a “Io sono Aziz” di Valerio Cataldi, il viaggio verso l’Europa visto con gli occhi di un bambino, (trasmesso dalla Rai, Tg2 dossier) e Glifosato: l’erbicida nuoce alla salute del mondo?” di Alessandro Casati e Gaetano Pecoraro, (Italia 1, Le iene.), servizio forte sull’utilizzo di questo erbicida, che è il più venduto al mondo. Premio speciale della giuria di qualità a “Uncut”, di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà, opera prodotta dall’associazione culturale Zona, sul tema delle mutilazioni genitali, raccontato attraverso la drammaticità delle storie e dei volti.

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Il premio per la sezione Corti di Fiction è stato assegnato a “Swimming in the desert”  di  Alvaro Ro, una produzione Spagna-Usa: storia di un piano speciale, quello di  riportare acqua in un fiume asciutto. In questa categoria, Premio speciale della Giuria a “Chocolate wind” di Ilia Antonenko che affronta, con un finale a sorpresa, un tema di assoluta attualità, quello dei moderni reclutatori e delle modalità di persuasione.

Il Premio per i Cortissimi della realtà è andato a “Il cammino dei migranti verso la Francia”, di Alice Martinelli (trasmesso su La Gabbia/La7), protagonisti i minori stranieri soli che da Ventimiglia percorrono pericolosi sentieri di montagna nella speranza di superare la frontiera. Nella categoria anche una menzione a “Carla, la disabile sfrattata dalla camorra” di Antonio Crispino (Corriere TV).

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Nella sezione Cortissimi di fiction vince un’opera inedita, “Stai sereno” di Daniele Stocchi, prodotto da Antonin Bobò. Storia di Marco, senza lavoro da troppo tempo, che decide di contattate suo fratello, con cui non c’è mai stata grande intesa. Infine il premio per la sezione Ultracorti è andato a lo spot “Amore criminale” della Direzione creativa Rai, trasmissione ormai alla settima edizione che racconta storie vere di violenza domestica.

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Il  premio per gli audio cortometraggi è andato a “Crocifissi” di Lorenzo Ascione e Maria Gabriella Lanza, un’opera autoprodotta (trasmessa su Radio Radicale) che racconta la pratica della contenzione e dei segni indelebili che essa lascia sulle persone. Menzione a “Il grande sbarco” di Matteo Tacconi (Radio svizzera italiana), il racconto dell’arrivo, il 6-7 marzo 1991, di 25 mila albanesi a Brindisi. Menzione a “Nicole Orlando, campionessa speciale” di Germana Brizzolari (Radio Uno Rai); è diventata famosissima nell’estate del 2015, quando, ai mondiali per persone con sindrome di Down, in Sudafrica, ha vinto 4 ori e un argento

Quest’anno per la prima volta la Comunità di Capodarco ha voluto assegnare un premio speciale, che è andato a due opere, scelte per  la loro qualità e il valore del loro messaggio.

Golia _anello“Baby boss: il far west di Napoli”  trasmessa da Le Iene (Italia 1), che racconta la nuova guerra di guerra di camorra a Napoli dove sono coinvolti ragazzi molto giovani. A ritirare il premio gli autori Francesca Di Stefano e Giulio Golia, volto molto noto del programma, che nel servizio intervista i giovani membri di una “paranza” di Scampia. Golia ha parlato delle emozioni vissute durante le registrazioni e di alcuni momenti particolarmente difficili. Ha poi lanciato un appello, condiviso e raccolto da don Albanesi, sull’importanza di lavorare per offrire a chi vive in contesti difficili, strumenti che consentano di operare scelte diverse e cambiare la propria vita. Un impegno che non può essere lasciato alle attività, pur indispensabili delle associazioni, ma è fatto di opportunità concrete. A partire dal lavoro.

Suglia _premioPremio a “Il nostro Rigopiano” dalla giornalista Ansa Michela Suglia, opera autoprodotta e inedita, versione più ampia del corto pubblicato sul sito dell’Ansa a febbraio, un mese dopo la valanga che ha travolto e sepolto l’hotel sul Gran Sasso, provocando 29 morti. Realizzato con le immagini di allora, racconta il punto di vista dei soccorritori e le emozioni provate nel recuperare dalle macerie 9 persone. Dai due cantonieri che guidavano la turbina dell’Anas che ha aperto la strada ai soccorsi lavorando tutta la notte, a Teresa, unico vigile del fuoco donna della squadra fino a Fabrizio, primo pompiere ad abbracciare i bambini bloccati nella sala biliardo.   “L’abbiamo scelto perché riguardava la nostra popolazione, le nostre terre – ha detto don Vinicio Albanesi, consegnando il premio -. E poi perché in genere parliamo male delle cose che non funzionano, ma qui abbiamo visto una catena fatta da Vigili del fuoco, Carabinieri, Guardia di finanza che hanno salvato le persone e questa è un’immagine bella di cui siamo orgogliosi. In questo video ci sono immagini veramente eccezionali perché sono autentiche, oltre che tecnicamente presentate bene”

Nella serata sono stati poi assegnati  il premio speciale “Corto Giovani”, a autori italiani under 39, promosso in collaborazione con il premio letterario “Coop for words” di Coop Alleanza 3.0  a “Gionatan con la G” di Gianluca Santoni. Un’opera inedita che  esplora lo sguardo dell’infanzia e la necessità di tutelarlo dall’orrore spesso taciuto della violenza. Ha consegnato il premio Maurizio Gaigher responsabile attività sociali Romagna Marche e Umbria di Coop Allenza 3.0

Ex equo per il Premio speciale “Volontariato oltre gli stereotipi”, al miglior video breve (massimo 6’) che abbia trattato i temi del volontariato e delle esperienze di cittadinanza attiva, promosso da Bir Onlus – Bambini in Romania che è andato a “Ciao mamma, vado in Africa #webserie” di Nicola Berti per Medici con L’Africa Cuamm e “18 anni e (non) sentirli. Care leavers network Italia” di Stefano Bellumat  per Agevolando Onlus. Ha consegnato il premio Valentina Schiappadini.

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Infine il premio speciale web doc, assegnato dall’agenzia Redattore sociale, un altro ex equo. A Demal Te Niew di Marcella Pasotti e Silvia Lami (sostenuto dal Centro europeo di Giornalismo e pubblicato su L’Espresso ed El Pais), web documentario interattivo sulla migrazione di ritorno dall’Italia al Senegal, e a Sant’Elia, frammenti di uno spazio quotidiano di Maurizio Memoli, Claudio Jampaglia, Bruno Chiaravalloti, Silvia Aru (Università di Cagliari), nato da una ricerca triennale nel quartiere di Sant’Elia, raccontando il volto di una “periferia” e di chi lo abita attraverso una narrazione corale.

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