Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci

Dopo aver riferito le parabole del messaggio di Gesù, il Vangelo di Matteo inizia a raccontare i miracoli. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci ha un duplice valore: simbolico e reale.
Venite e sarete saziati
Già la prima lettura del profeta Isaia, nel suo linguaggio poetico, affida a Dio il compito di soddisfare la sete e la fame.
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti».
È un messaggio spirituale e materiale. Dio è colui che ha disposto il mondo perché, con l’opera delle creature, possa nutrirsi. Già il Libro della Genesi aveva scritto: «Dio disse:
«Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu
Nella storia arcaica di Israele il cibo era l’attenzione maggiore per la sopravvivenza. Il cibo è il dono di Dio. I beni essenziali della vita non possono essere prerogativa di alcuni, ma vanno garantiti a tutto il popolo.
Più tardi nella Lettera di Giacomo è scritto:
«A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in sé stessa è morta» (2,14-17).
Il primo impegno è dunque garantire il necessario a tutti, godendo dei beni della terra.
Date loro da mangiare
Il miracolo dei pani e dei pesci ha il duplice sguardo spirituale e materiale. Il clima è quello del deserto, luogo di silenzio e di preghiera. Pur nel raccoglimento il Signore si rende conto della sofferenza della folla che lo acclama: per questo l’impengno ai discepoli, perché provvedano. Il risultato è la ridondanza del cibo. I numeri sono simbolici; caratteristiche le dodici ceste rimaste in riferimento alle dodici tribù di Israele.
Nel tempo la liturgia della Messa ha interpretato nell’eucarestia la cena del Signore. Simboli di un’attenzione ai bisogni materiali, ma anche al cibo spirituale inerenti lo spirito.
Il Salmo loda il Signore per i benefici materiali e spirituali.
«Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.
Nell’ultima espressione “sazi il desiderio di ogni vivente” si condensa la pienezza della vita.
2 Agosto 2026 – Anno A
XVIII Domenica del tempo ordinario
(1ª Lett. Is 55,1-3 – Salmo 144 (145) – 2ª Lett. Rm 8,35.37-39 – Vangelo Mt 14,13-21)

