Senza conservanti

La complessità della coscienza umana

Dopo la parabola del seminatore il brano di Matteo insiste ancora nel mondo agricolo. Due sono i messaggi: la zizzania, il piccolo seme della senape. Non è difficile mettere insieme le due parabole. Sono di immediata comprensione agli ascoltatori di Gesù, essendo contadini o pescatori. […]

Don Vinicio
«Senza conservanti» — il commento settimanale sull'attualità, senza additivi né sconti.

Dopo la parabola del seminatore il brano di Matteo insiste ancora nel mondo agricolo. Due sono i messaggi: la zizzania, il piccolo seme della senape. Non è difficile mettere insieme le due parabole. Sono di immediata comprensione agli ascoltatori di Gesù, essendo contadini o pescatori. Mondi non istruiti, ma non per questo meno riflessivi e soprattutto con una loro morale di insegnamenti solidi e comprensibili.

La zizzania

La parabola della zizzania oggi richiama la complessità della coscienza umana. Un insieme tra bene e male che si intreccia senza continuità. Non esistono persone buone o cattive: il bene e il male convivono nelle stesse coscienze, anche rette e obbedienti alla morale. E’ facile, dopo grandi mali (furti, delitti, odi) distinguere i peccatori. In realtà. Anche se in maniera minore, ognuno di noi è contemporaneamente buono e cattivo; obbediente e disobbediente, santo e malvagio.
L’intreccio tra bene e male è misterioso perché non colpisce una determinata facoltà o un dettaglio della coscienza: si può essere generosi e maldicenti, pigri e tolleranti. Un po’ come la zizzania che è composta da molte erbe infestanti. La prima conclusione è che non siamo perfetti “in tutto”: abbiamo sprazzi di bontà e di cattiveria che si intersecano come misteri incomprensibili. Nella coscienza critica si riescono a interpretare i punti fragili e forti della condotta. Si può operare aumentando il bene e fare attenzione ai limiti.

La seconda conclusione, tratta dalla parabola, indica la pazienza e la tolleranza, sia nel bene che nel male.
«Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”».
Attenzione, dunque, alla superficialità dei giudizi, tenendo presente che nessuno è in grado di selezionare le responsabilità del bene del male.

La senape

La seconda parabola allarga l’orizzonte della speranza. In parole esplicite è la sicurezza che il Signore esprime nei principi e negli atteggiamenti da lui vissuti.

Il brano del libro della Sapienza è illuminante:

«La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
[… Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere»

La seconda parte del brano non dimentica chi è “altro”:

«Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento».

E’ impressionante la forza delle parole di Gesù in parabole, Si esprime con molta sincerità, leggendo i fenomeni personali che coinvolgono la vita sua e di chi lo ascolta. La grandezza si esprime fuori dagli schemi giuridici e moralistici suggeriti dai saggi (scribi, sacerdoti e farisei) per superare lo schema dei precetti e delle regole. Non indica gli strumenti per realizzare il “regno di Dio”: offre l’orizzonte di un benessere che deriva dalla vita delle persone, senza timori di contraddizioni o errori, con l’interpretazione della parola sacra che Gesù stesso legge e conosce. La grandezza è nella solidità del suo pensiero che oltrepassa il tempo e lo spazio.

19 Luglio 2026 – Anno A
XVI Domenica tempo ordinario
(1ª Lett. Sap 12.13.16-19 – Salmo 85 (86) – 2ª Lett. Rm 8,26-27 – Vangelo Mt 13,24-43)