La condizione della fragilità attraversa tutta la storia
Due età di confine, due solitudini diverse. A tredici anni si chiede di essere visti, a diciassette di essere creduti. In mezzo, spesso, ci sono adulti che hanno smesso di ascoltare. Una riflessione su ciò che i ragazzi ci stanno dicendo, anche quando tacciono.

La liturgia di questa domenica, dopo averci ricordato la scelta da parte di Gesù dei primi discepoli, (Pietro e suo fratello Andrea, Giacomo e Giovanni) entra nel cuore del messaggio evangelico. I brani della Scrittura sono ben conosciuti perché sia il testo di Sofonia che quello di Matteo richiamano le celebri indicazioni delle beatitudini. Impressionante è il tono di questi testi. Mentre, in altre circostanze il tono è solenne, attento agli splendori e alla gloria, questa volta il profeta offre tutta un’altra prospettiva.
Poveri della terra
Gli interlocutori sono “voi tutti, poveri della terra”. L’indicazione è attenta a quanti non sono considerati. Spesso la storia è rivolta quasi esclusivamente a chi è stato celebre, perché un grande guerriero, un grande profeta, un grande saggio. Gli interlocutori del profeta sono quanti cercano giustizia, umiltà, obbedienza, servizio. E’ un sogno e una speranza perché: «Non commetteranno più iniquità, e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta». Non è esistito nel mondo un periodo durante il quale la giustizia e la pace fossero stabili e vissuti con convinzione. A ben riflettere si tratterebbe di una specie di paradiso, senza violenze, con sincerità e rispetto. Proprio per questo l’esortazione indica una meta che è positiva.
A rafforzare la missione, il Salmo 145 attribuisce a Dio l’opera di santità e benevolenza:
Dio «rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione».
Disprezzato per il mondo
E’ un richiamo che spesso nella Scrittura è ricordato. Consapevoli delle disuguaglianze e delle ingiustizie, gli autori dei testi affidano a Dio l’attenzione ai “fragili” come oggi sono chiamati quanti non hanno sufficienti risorse personali e familiari per vivere dignitosamente. La condizione della fragilità attraversa tutta la storia. Cambiano le condizioni e i soggetti, ma sono sempre presenti quanti rimangono indietro. San Paolo, nel brano della Lettera ai Corinti, ritorna sul tema, anche se lo declina con le categorie dei sapienti e dei forti. Conclude: «quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio».
Lo scenario si allarga a quanti sono onorati e riveriti nel mondo, non possono sottrarsi al giudizio di merito circa le loro opere. Le beatitudini sono bene conosciute perché spesso ricordate nella liturgia. Il senso della declinazione non è solo morale, ma soprattutto spirituale. Nella grandiosità del mondo, nella libertà concessa a ogni creatura umana sono ricordate le verità della vita di fronte a Dio. Le beatitudini, sembrano restrizioni: in realtà sono suggerimenti di equilibrio, di armonia e, alla fin fine, di felicità.
Tradotte in termini moderni si possono elencare virtù che suggeriscono equilibrio:
- comprensione – sollecitudine – benevolenza (accoglienza)
- cortesia – mitezza (relazioni)
- gratuità – gratitudine – perdono (generosità)
- testimonianza (coerenza)
Sono gli atteggiamenti che desideriamo nelle relazioni: per essere accolti, compresi, voluti bene. Se questi atteggiamenti fossero reciproci, la vita collettiva sarebbe migliore, sia per chi dona che per chi riceve. Senza dimenticare la visione religiosa che riporta ogni atteggiamento a Dio.
1° Febbraio 2026
IV Domenica del Tempo ordinario – Anno A
(1 Lett. Sof 2,3; 3,12-13 – Salmo 145 (146) – 2 Lett. 1Cor 1,26-31- Vangelo Mt 5,1-12a)


