N. 166 – SICCITÀ

In queste ultime settimane in Italia e in Europa l’atmosfera si è talmente riscaldata da mettere in difficoltà l’intero nostro continente. Un caldo soffocante ha invaso tutti i paesi europei. Qualcuno mette allarme per il cambiamento climatico, dimostrando che l’equilibrio della natura è a rischio. Altri minimizzano, affermando che è un fenomeno transitorio. Di fatto lo sconvolgimento delle stagioni è in atto. Alcune, quali la primavera e l’autunno sembrano scomparse.
Il problema vero è la tendenza a una desertificazione in atto, spaccando l’Italia in maniera significativa tra il nord e il sud. Al nord improvvise tempeste e inondazioni che devastano pianure e paesi, al sud un deserto con ampia mancanza di acqua. Qualche studio ha dimostrato che le risorse della terra in termini climatici è stato esaurito già a metà d’anno. L’acqua è un bene preziosissimo: qualcuno l’ha chiamato il petrolio di domani. La coscienza collettiva non ha preso ancora consapevolezza del problema. Sempre più si appella alle risorse del sottosuolo con il rischio che, riscaldandosi il clima, nemmeno i ghiacciai delle montagne riescono a riservare le acque che scendono nelle valli.
Nonostante questi allarmi lo sciupio d’acqua è ancora abbondante: in agricoltura, nell’uso domestico, senza pensare a quanta acqua si disperde nel trasporto di acquedotti fatiscenti, con la percentuale fino al 30% di dispersione. Le recenti scoperte dell’intelligenza artificiale o del nucleare moderno hanno necessità di enormi quantità d’acqua. Un tempo, nelle nostre Parrocchie rurali, si invocava la pioggia con novene e preghiere. Il vecchio Parroco rassicurava che la pioggia sarebbe ritornata: non solo per le preghiere, ma per le regole della natura; presto o tardi la pioggia sarebbe arrivata.
La lezione è chiara: in natura esiste un equilibrio tra vantaggi e svantaggi. Spetta all’umanità gestire l’equilibrio, tenendo conto delle regole che gestiscono la terra. Non sempre questo avviene: recentemente si sta affrontando il problema dell’inquinamento nelle città. Molto presto occorrerà indicare regole certe per il risparmio dell’acqua. I più ricchi saranno in grado di sfruttare pozzi oltre i cento metri di profondità: l’equilibrio è la maniera migliore di vivere onestamente per tutti. Volendo, anche nelle case, si può risparmiare acqua: con un po’ di pazienza e di intelligenza!

