Scuola e salute mentale. Il “cantiere creativo” degli alunni e degli ospiti della Comunità San Girolamo

Una vera e propria fucina di idee e creatività per la scuola del futuro: dalla tinteggiatura degli armadietti e ringhiere fino alla realizzazione di opere creative o di recupero. La particolarità è che a realizzarla sono stati, in un vero e proprio lavoro di squadra, gli […]

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scuola e salute mentale. il “cantiere creativo” degli alunni e degli ospiti della comunità san girolamo

Una vera e propria fucina di idee e creatività per la scuola del futuro: dalla tinteggiatura degli armadietti e ringhiere fino alla realizzazione di opere creative o di recupero. La particolarità è che a realizzarla sono stati, in un vero e proprio lavoro di squadra, gli alunni della scuola secondaria di primo grado Isc “Da Vinci” di Torre di Palme in provincia di Fermo e alcune persone con disagio psichico della Comunità San Girolamo, la realtà legata alla Comunità di Capodarco.

L’attività rientra nel progetto “Ti lascio in eredità: la mia scuola”, nato nel novembre 2019 dalla volontà dei ragazzi delle tre classi dell’Istituto scolastico fermano di prendersi cura degli ambienti che ogni giorno li ospitano. Ne è scaturito un momento di cooperazione e utilità reciproca nel quale, alunni e comunitari, si sono sentiti attori protagonisti di un piccolo ma significativo restyling.

La fase di lavorazione ha visto il suo clou nei primi giorni di febbraio in occasione della “Settimana della creatività”, nel corso della quale quattro ospiti della Comunità, accompagnati da un educatore, hanno interagito con gli alunni dando vita a un vero e proprio “cantiere creativo” caratterizzato anche da attività sportive e momenti interdisciplinari. Questa fase è stata preceduta da alcuni incontri tenuti a scuola dal responsabile dell’area clinico-riabilitativa della Comunità San Girolamo, Eugenio Scarabelli, che ha avvicinato gli alunni al tema del disagio psichico, consentendo loro di familiarizzare con termini di uso quotidiano ma che spesso sono oggetto di paure e stigma.

“Abbiamo intrapreso con entusiasmo questo percorso, insieme a una realtà che è un punto di riferimento sociale sul territorio e con la quale vorremmo collaborare ancora in futuro” – spiega la prof.ssa Amato, una delle referenti del progetto. “L’idea era quella di fornire agli studenti, attraverso un confronto diretto e un linguaggio corretto, gli strumenti per conoscere un tema così delicato. Parlare di disagio psichico con i bambini significa anche educarli al rispetto e al valore della diversità, un momento importante che va sicuramente ad arricchire il loro percorso di crescita. La risposta è stata molto positiva e fin dai primi momenti hanno iniziato a familiarizzare e ‘fare squadra’ con gli ospiti della Comunità mettendo in pratica le idee di restyling elaborati nel corso dei laboratori pomeridiani”.

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Redazione Capodarco

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