Comunità San Claudio: il nordic walking come integrazione alle terapie riabilitative
Psichiatria
Agosto 22, 2019
Lo sport “riveste un ruolo essenziale nella cura della persona” permettendo di riconquistare la fiducia in se stessi, stimola la creatività e promuove l’integrazione sociale “attraverso relazioni asimmetriche (con istruttori e operatori) e relazioni simmetriche (con i compagni)”. Al fine di contribuire alla riabilitazione psico-fisica, contrastare pregiudizi e discriminazioni e favorire la piena integrazione nel tessuto sociale, la Comunità San Claudio di Corridonia (MC), in stretta collaborazione con l’Associazione “Macerata Nordic Walking” ha avviato “Le menti…libere & il Nordic Walking”. Ma in cosa consiste il Nordic Walking? Si tratta di un’attività sportiva che permette di camminare correttamente con la spinta dei bastoncini. La San Claudio è una realtà di tipo residenziale legata alla Comunità di Capodarco di Fermo. Il servizio, che segue una ventina di persone con problematiche psichiatriche, svolge attività riabilitative e relazionali con supporto psicologico, in convenzione con l’Asur Zona Territoriale 8 di Civitanova Marche. Accoglienze e dimissioni sono a carico del Dipartimento di salute mentale.
“Per le persone con disabilità – si legge nella scheda tecnica del progetto rivolto a 12 ospiti della comunità – la pratica del Nordic Walking costituisce la forma più naturale per valorizzare le proprie capacità fisiche e può essere inoltre impiegata come integrazione alle terapie riabilitative, permettendo di sviluppare le capacità funzionali”. Da un punto di vista psico-sociale “la pratica sportiva favorisce la socializzazione, sprona all’impegno, insegna il coraggio, promuove la lealtà. In molti casi, incentiva la comunicazione interpersonale e la collaborazione”. Il programma terminato a giugno, ha previsto una serie di incontri settimanali all’aria aperta presso l’Abbadia di Fiastra (MC). Visto il successo, saranno riproposti appuntamenti anche per il prossimo anno.
