SCUOLA PER L'INFANZIA E SVANTAGGIO CULTURALE

    Il programma concentrato, il privilegiamento dell’esperienza verbale, la limitazione dell’attività manipolatrice, la priorità data all’istruzione rispetto ad altre forme di intervento educativo, la rivalutazione delle “materie” di base quali la lingua e l’aritmetica, l’organizzazione dell’insegnamento secondo un modulo già pienamente “scolastico”, l’alternarsi degli insegnanti che fanno “lezione”: queste le caratteristiche principali della preschool sperimentata dagli autori.
    Questa scuola per l’Infanzia ribalta l’orientamento permissivo e inteso a educare “il bambino totale”, oggi proprio di gran parte della scuola materna ma inadeguato a colmare le lacune dei bambini culturalmente e soprattutto linguisticamente svantaggiati. Il libro avanza una proposta globalmente accettabile e indicazioni di grande interesse per una didattica della nostra scuola elementare. Esso si presenta come un’integrazione e revisione delle proposte di stampo liberatorio relative a uno stile diverso nell’educazione della prima infanzia, e soprattutto come un’impostazione nuova, non meramente ricognitiva, ma densa di possibili soluzioni educative, del problema dello svantaggio culturale.

      Copertina mancante.