UNA NUOVA MAPPA DELLA VITA

    I nostri progetti per il futuro, come confermano le statistiche demografiche, devono fare i conti con un’alta probabilità di rimanere in vita più a lungo dei nostri coetanei di metà secolo: toccare la soglia degli ottanta anni è infatti un traguardo che chi vive nei paesi industrializzati può ambire a raggiungere. Ma dalla società, amplificati dai media, giungono segnali poco rassicuranti per chi invecchia: assistenza sanitaria scadente e punitiva, estromissione dal nucleo familiare, totale dipendenza dagli altri, perdita delle capacità intellettive… È proprio così tragico essere anziani? L’autore passa in rassegna questa condizione, dai secoli scorsi fino ad oggi, per valutare come i mutamenti demografici si combinino con problemi sociali, economici ed etici. Abbandonando una impostazione tradizionale fondata su categorie e stereotipi limitativi, l’autore propone una nuova definizione della terza età vista come fase svincolata da rigidi riferimenti temporali, in cui gli individui possono finalmente esprimere le loro potenzialità e realizzare pienamente se stessi.

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    UNA NUOVA MAPPA DELLA VITA

    Copertina mancante.