“La religiosità contraddistingue mia madre… la sua voglia irrinunciabile alla rinuncia e al martirio, quel desiderio di sofferenza…”
La protagonista si attiene rigorosamente alle regole materne, non trasgredisce il diktat della “mamma santa”, della donna che cerca a tutti i costi di essere perfetta agli occhi della figlia, troppo piccola per ribellarsi. Appena quattordicenne, vede per la prima volta i suoi genitori fare l’amore, ne resta sconvolta, ha urgenza di far sentire la sua voce.
Urlerà il suo bisogno d’amore represso, ma in silenzio. Sarà il corpo trasparente a testimoniare il bisogno d’attenzione soffocato durante l’infanzia.
Il dolore trattenuto sottopelle si trasforma in rinuncia, anche lei come la madre si innalza a “piccola santa”. Lei è la “prima” anoressica di Milano, nessuno riuscirà a dare un nome al suo male.
Era la ragazza che non si era mai sentita amata come avrebbe voluto. “Dimagrivo perché volevo dire la verità con il mio corpo, volevo straziare il corpo per urlare la verità.
Pensavo che solo la carne, solo il sangue potessero manifestare un brandello di verità. Volevo morire con arte, trascinare me stessa e gli altri nel tritacarne di una morte inventata, voluta.
Volevo sfidare l’ordine con il sacrificio, espiare le colpe non commesse, impazzire nella prigione d’ossa di quel mio tempio santo, martoriarmi nel mio segreto semplice”.
Dettagli Libro
Autore
Pierluigi Panza
- EditoreBompiani
- CollanaBompiani Overlook
- Edizione1ª
- Anno2007
- Pagine240
- ISBN9788845258657
- Linguaitaliano
- Copie1

IL DIGIUNO DELL’ANIMA
Copertina mancante.


