DALLE PRATICHE ALLE POLITICHE

    Le buone pratiche di inserimento lavorativo delle persone fragili come percorsi di innovazione sociale

    L’attivazione e l’implementazione di buone pratiche nell’ambito delle politiche di inclusione sociale sta sempre più trovando spazi e luoghi di collocazione e di sedimentazione. Ciò sta a significare la necessaria ed ineluttabile ridefinizione dei confini dell’intervento sociale non più succube univocamente dell’emergenza, dell’occasionalità e della estemporaneità ma in grado di muoversi a partire da vettori di progettazione, monitoraggio, valutazione e validazione dell’intervento stesso.

    Solo in questo attraversamento l’azione sociale potrà avere un senso implementativo e di reale impatto sociale. Ciò avviene sviluppando pratiche sociali (non mutuabili con le praticonerie) ben ancorate a partire dalle fenomenologie sociali sempre più complesse e che necessitano di strutturare servizi di nuova generazione e con indicatori di esito misurabile… E solo alla fine di questo percorso che incontreremo le buone pratiche dichiarate tali non a partire dall’autoreferenzialità narcisistica dei protagonisti ma da una oggettivazione della pratica misurabile e quantificabile come buona.

    E’ stato questo in definitiva il percorso che nel libro si narra… ovvero un tentativo di “falsificare” le pratiche agite dai progetti EQUAL dell’azione 2 di ben sette Partnership di sviluppo (apparentatesi nel progetto denominato STAR dell’azione 3 di EQUAL), destrutturate e ricostruite a partire da alcuni indicatori di processo.

    Dettagli Libro

    • Autore

      a cura di Vincenzo Castelli, Fulvio Pellegrini

    • SottotitoloLe buone pratiche di inserimento lavorativo delle persone fragili come percorsi di innovazione sociale
    • EditoreMinistero del Lavoro e della Previdenza Sociale
    • Anno2008
    • Pagine76
    • Linguaitaliano
    • Copie1

    DALLE PRATICHE ALLE POLITICHE

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