Il discorso pubblico sul welfare pare ricco di termini di difficile perimetrazione e di apparenti tecnicismi, la cui consistenza non viene veramente indagata in profondità. L’opacità che deriva dall’abuso di costrutti ambigui e principi-guida dallo statuto elusivo spesso alimenta le retoriche di documenti istituzionali.
Ma la scelta di stressare estensivamente alcune espressioni saturando significati ed equivoci finisce per nascondere questioni essenziali che riguardano aspetti etici, politici, metodologici: così si inabissa il senso, ogni ponderazione viene resa difficoltosa, si trascura lo spessore delle parole e dei concetti loro sottostanti. Quando il linguaggio si ammala, il lavoro sulle parole diviene ancora più necessario, se serve a mostrare improprietà e nuove funzioni semantiche, se illustra la storia e descrive le migrazioni in atto.
Contro l’uso strumentale dei ‘vocabolari’ correnti, questo volume propone le riletture di quattordici lemmi non del tutto logorati ma meritevoli di uno sforzo critico. Le voci in questione, selezionate tra i termini invalsi nel luoghi in cui si progettano e si attuano interventi sociali, sono affidate secondo una prospettiva multidisciplinare alla stesura originale di ricercatori lsfol e di studiosi di notoria autorevolezza.
Dettagli Libro
Autore
a cura di Antonello Scialdone
- EditoreISFOL
- CollanaI libri del fondo sociale europeo
- Edizione1ª edizione
- Anno2008
- Pagine200
- ISBN15900002
- LinguaItaliano
- Copie1

QUATTORDICI VOCI PER UN GLOSSARIO DEL WELFARE
Copertina mancante.




