La paura dei “nuovi intrusi”, degli extra-comunità, accanto al timore di una società meticcia e plurale, sono fonte di sofferenza e di risentimento. All’interno di questa cornice, la “comunità” viene sempre più spesso evocata o reinventata, come spesso succede nei momenti di sbandamento e di crisi sociale.
Comunità immaginate sono la comunità pura (stesso sangue, stesso idioma) di chi si chiude davanti all’invasione “aliena” dei migranti, la comunità perduta di chi si stringe disperatamente intorno alla nostalgia di una terra abbandonata emigrando, ma anche la palanka (il villaggio) quasi tribale della tradizione balcanica o l’altrettanto tribale quartiere romano dove si fantasticano fratellanza, buona vita o romantica mala vita. Questi differenti prototipi di comunità/spot, attraverso processi di mutazione dalle tinte inquietanti, si prestano a divenire luoghi virtuali della strage e della perversione.
La scelta dell’autrice di procedere per testimonianze letterarie costituisce un dato performativo. Nel libro, infatti, filosofi, scrittori migranti, colf, rifugiati ma anche le cosiddette seconde generazioni e i giovani delle banlieue, prendono la parola e rompono il monologo di tutti coloro che offrono/nascondono i migranti davanti all’opinione pubblica nella più frequente e offensiva variante criminalizzante o in quella soft dell’accoglienza selettiva.
Attraverso una partizione di scritture e punti di vista, l’autrice cerca di rintracciare modelli inauditi di fare comunità e, insieme, di ipotizzare forme impensate di con-cittadinanza o cittadinanza diasporica.
Dettagli Libro
Autore
Ramona Parenzan
- SottotitoloVuoto comunitario e nuovi cittadini
- EditoreOmbre corte
- CollanaCulture
- Edizione1ª edizione
- Anno2009
- Pagine159
- ISBN978-88-95366-36-4
- LinguaItaliano
- Copie1

INTRUSI
Copertina mancante.


