Come si diffondono – o impongono – tendenze e prodotti su scala globale, sulla stessa si affermano dubbi. È l’effetto boomerang della globalizzazione.
Una storia diversa è possibile, nel mondo si inizia a pensare di riformulare un processo nato nell’egida del neocapitalismo liberista per renderne globali più che globalizzati – i vantaggi, non i profitti – che in stridente contrasto con un fenomeno di espansione, si concentrano. I paesi periferici del nostro sistema economico, quelli cosiddetti in via di sviluppo, quando si trovano sopraffatti dalle crisi, vengono da noi considerati responsabili dei loro fallimenti e dell’incapacità di adeguarsi ai rigori del sistema.
Quando la crisi si abbatte sui paesi al centro del sistema, si tende a dare la colpa al sistema stesso, ritenendo che sia giunto il momento di renderlo più solido. Interrogandosi se i crolli dipendano da mutuanti poco scrupolosi oppure da beneficiari del credito troppo scialacquatori, o se vi contribuiscano pure le pratiche scorrette delle agenzie di ‘ranking’.
Ci si rende conto che la globalizzazione poggia su basi malferme, sebbene abbia permesso ai paesi industrializzati di raggiungere livelli di prosperità senza precedenti e costituito un vantaggio per i lavoratori poveri dei paesi in cui è penetrata. I mercati internazionali hanno la caratteristica di mancare di quelle istituzioni di controllo che invece caratterizzano quelli nazionali, carattere che ne determina la tendenza all’instabilità e a una scarsa legittimità popolare.
Lo squilibrio tra l’ambito nazionale dei governi e la natura globale dei mercati costituisce il ventre molle della globalizzazione. Un sistema economico sano richiede un delicato compromesso tra questi due elementi.
Nel testo Dani Rodrik si propone di offrire una storia diversa, basata su due idee: la prima è che mercati e governi sono complementari e non possono sostituirsi tra loro; l’altra è che non esiste un modello unico di capitalismo, perché la stabilità economica e la prosperità si possono raggiungere attraverso combinazioni diverse. Globalizzare oggi vuol dire anche scegliere.
E la scelta è dei popoli che questa condizione la vivono, più che dei finanzieri che la inducono.
Dettagli Libro
Autore
Dani Rodrik
- EditoreEditori Laterza
- Collanai Robinson / Letture
- Edizione1ª edizione
- Anno2011
- Pagine376
- ISBN9788842094876
- LinguaItaliano
- Copie1



