La situazione di crisi in cui stiamo vivendo da diversi anni, non solo ci pone di fronte al problema di dover affrontare una realtà difficile, ma arriva a trasformarci profondamente. La crisi cambia le persone, orientandole verso un mutamento psicologico nel modo di sentire, relazionarsi, vivere l’esperienza del lavoro e la vita organizzativa.
In “Diamoci del noi” Gian Maria Zapelli, racconta come la crisi sia divenuta un modo di esistere, di porsi nel mondo e di relazionarsi ad esso. Ed è proprio sui temi derivanti dal costante sentimento di vulnerabilità e di imprevedibilità attraverso cui viene percepito il futuro che si occupa il volume.
Lo fa attraverso l’analisi delle strategie dedicate a ricreare l’avvenire, esplorando le modalità e le discipline che “consentono di rieducarsi e rieducare ad una presenza progettuale ed etica, per sottrarsi alle formazioni reattive, impoverite e spaventate che la crisi ha prodotto nei modi di essere e di sentire”. In contrapposizione al modello capitalistico finanziario – che con il suo continuo riorganizzarsi, effettuare fusioni, acquisizioni, ha cancellato un modello organizzativo basato sulla continuità – si propone la visione etica del lavoro, in cui l’appartenere, il radicamento consapevole e lucido portano ad un orientamento positivo verso il futuro.
La ricreazione di un concetto di “noi” contrapposto all’“io” in un’ottica che supera il bisogno di mera sopravvivenza, ricreando legami personali anche all’interno delle relazioni lavorative, per umanizzare e massimizzare le risorse disponibili.
Dettagli Libro
Autore
Gian Maria Zapelli
- SottotitoloI legami che danno futuro al lavoro
- EditoreEgea
- CollanaCultura e società
- Edizione1ª edizione
- Anno2013
- Pagine202
- ISBN978-88-238-3395-1
- LinguaItaliano
- Copie1

DIAMOCI DEL NOI
Copertina mancante.

