Questo numero di Minorigiustizia tratta i temi legati alla presenza stabile dei minori stranieri nel nostro paese. Con il titolo “Integrazione è sicurezza” intende indicare non solo una prospettiva ma una realtà, certo composita e differenziata, ma già ora profondamente radicata nel tessuto sociale del paese, che in questi anni ha costituito un’occasione crescente di riflessione per la giurisdizione minorile.
Un primo piano della riflessione è incentrato sulla necessità di tutela dei diritti fondamentali delle persone di età minorile e dei soggetti vulnerabili, in questo passaggio sociale fortemente segnato nella comunicazione pubblica dal risentimento e dalla paura; a questo riguardo vengono analizzate le modifiche che nell’ordinamento interno sono state introdotte con l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e con le restrizioni al sistema di accoglienza per i richiedenti d’asilo. Appartiene a questo piano dell’approfondimento anche la riflessione su questioni recenti e sino ad un anno fa inedite, di fronte alle quali la giurisdizione minorile è stata posta, in particolare nella vicenda di Nave Diciotti e di Sea Watch 3, dopo la chiusura dei porti e le crescenti interdizioni all’attività di soccorso in mare in passato portata avanti dalla ONG.
Il piano della riflessione volge necessariamente l’interrogativo a che la compie, interpella quindi la giustizia minorile nel suo quotidiano operare; per questo alcuni contributi, richiamando direttamente i temi affrontati nel convegno che Aimmf ha tenuto a Bologna il 5 e 6 Ottobre 2018 proprio su “Movimento di popoli. Migrazioni, identità e tutele per i minori stranieri”, affrontano il tema delle tutele giurisdizionali possibili anche nel confronto con un diritto peculiare come quello del riconoscimento delle differenze culturali.
Una serie ulteriore di contributi affronta il tema dell’integrazione nella correlazione con il processo di costruzione dell’identità personale, in questa dimensione l’integrazione riguarda primariamente noi stessi e la possibilità di armonizzare le componenti del nostro se in un’identità armonica. Questa prospettiva adotta un punto di vista capace di proporre soluzioni anche sul piano delle politiche pubbliche e sociali, perché configura il processo di integrazione in una dimensione cooperativa: ci si integra per condividere le risorse personali, ma anche per arricchire il gruppo delle peculiari specificità di ciascuno; una dimensione quindi che reciprocamente interroga migranti ed autoctoni.
Dettagli Libro
Autore
Autori Vari
- SottotitoloMinorigiustizia n. 1/2019
- EditoreFranco Angeli
- Anno2019
- Pagine192
- LinguaItaliano
- Copie1

INTEGRAZIONE È SICUREZZA
Copertina mancante.

