Come si può raccontare ad un ragazzino l’orrore della dittatura khmer in Cambogia? Chi era suo padre, figura sfuggente di cui sua madre non ha mai parlato e cosa c’entra con quel genocidio?
“Centomila giornate di preghiera” racconta la storia di Louis, un ragazzino di origini franco-cinesi che vive in Francia con sua mamma da sempre, ma che non ha mai saputo chi fosse suo padre. Ogni suo tentativo di fare chiarezza si scontra con il muro di silenzio e pianto che la madre ha eretto intorno a questa figura misteriosa.
Di lui ha solo una foto, trovata per caso nell’armadio della madre e poche informazioni, frammentarie e confuse, carpite ad amici di famiglia cambogiani, da poco emigrati in Francia con le loro bambine. Louis non sa cosa sia la guerra, non conosce la paura che ne deriva, ma attraverso gli occhi di Maly e Bopha, le due bambine cambogiane, inizia a scoprire gli orrori della guerra in Cambogia, le fughe notturne nella foresta per sfuggire alle persecuzioni, ma anche che suo padre è in prigione.
Il bambino è deluso, vuole sapere che cosa è successo, perché suo papà è in carcere e quali crimini ha commesso, ma nessuno risponde. Sarà il suo canarino morto a guidarlo attraverso un sogno oscuro, alla scoperta di suo padre, un medico cinese emigrato in Cambogia, che amava sua madre ma che aveva già un’altra famiglia, che ha cercato di raggiungere suo figlio in Francia, ma che è morto giustiziato in un campo di lavoro tentando di fuggire.
Il genocidio Khmer e il dramma della Cambogia rievocati in questo onirico e commovente graphic novel, un racconto delicato sul viaggio iniziatico di un bambino alla ricerca di suo padre, tra la necessità e la difficoltà di ricordare, perché una volta che sai non puoi tornare indietro e neanche pregando per centomila giorni, l’orrore che hai scoperto cambierà.
Dettagli Libro
Autore
Michaël Sterckeman, Loo Hui Phang
- EditoreCoconino Press
- Edizione1ª edizione
- Anno2013
- Pagine231
- ISBN9788876182471
- LinguaItaliano
- Copie1




