Una riflessione che parte da lontano sul rapporto tra uomo ed economia e che trae spunto da un movimento culturale promotore di una nuova concezione del mondo. Dall’ecologia a Jeremy Rifkin, non dimenticando le riflessioni passate di Hannah Arendt e presenti di Edgar Morin.
Nussbaum cita moltissimo Amartya Sen, la soggettività e lo sviluppo umano complessivo. Il discorso è vecchio e nuovo allo stesso tempo: ruota intorno all’emancipazione dell’uomo, che la politica finisce spesso per dimenticare.
L’uomo come fine, spesso ridotto a mezzo, subordinato al Pil. E più si ragiona in termini di costi di produzione, produttività, competitività, costi finali, più ci si allontana dallo sviluppo umano in senso stretto, se ne perde il reale significato.
“Per troppi anni abbiamo sopravvalutato il Pil, che non è un indicatore reale della qualità della vita. Sono altre le cose importanti, che rivelano la ricchezza di un Paese: sanità, educazione, rispetto delle minoranze, emozioni ed immaginazione”, afferma l’autrice, celebre per i suoi studi su etica, cittadinanza, mondo classico, educazione, sessualità.
Liberarsi dalla dittatura del Pil come a un’introduzione generale alla teoria dell’approccio delle capacità. Il Pil – secondo il pensiero di Nussbaum – non è che una media, e pertanto non prende in considerazione la distribuzione della ricchezza e ineguaglianze.
Dettagli Libro
Autore
Martha C. Nussbaum
- SottotitoloLiberarsi dalla dittatura del Pil
- Editoreil Mulino
- CollanaContemporanea
- Edizione1ª edizione
- Anno2012
- Pagine224
- ISBN9788815237538
- LinguaItaliano
- Copie1

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