“Tutti gli uomini aspirano alla felicità”, diceva Aristotele. Ma da che cosa dipende la felicità di ciascuno? Da alcuni anni anche gli economisti hanno provato ad occuparsi della “felicità”.
Come i due autori Bruno S. Frey docente di economia a Zurigo e di Scienza del comportamento a Warwick e la psicoterapeuta Claudia Frey Marti, catturati dalle recenti polemiche sul pil, quale punto di riferimento delle politiche attuali.
Entrambi gli autori, provano in punta di piedi ad accompagnare il lettore alla scoperta di elementi in grado di modificare la felicità delle persone, attraverso l’analisi di variabili “chiave” quali denaro, disoccupazione e inflazione, democrazia e federalismo, lavoro autonomo e volontariato, matrimonio e divorzio, uguaglianza salariale tra uomini e donne, consumo di televisione. Ma essi insistono anche sulle sue “gravi lacune”: dalla non rilevazione di molti beni che contribuiscono alla qualità della vita, come la libertà, il lavoro domestico, quello volontario, la qualità dell’ambiente, il lavoro sommerso; alla non adeguatezza del misurare i servizi pubblici solo tramite il loro costo; alla misurazione di elementi che non determinano un aumento del benessere come un incidente stradale, che fa crescere il pil in spese mediche e del meccanico; alla non misurazione della distribuzione del reddito.
Dettagli Libro
Autore
Bruno S. Frey, Claudia Frey Marti
- Editoreil Mulino
- CollanaUniversale Paperbacks
- Edizione1ª edizione
- Anno2012
- Pagine166
- ISBN9788815237293
- LinguaItaliano
- Copie1

ECONOMIA DELLA FELICITÀ
Copertina mancante.

