IL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE DAL PUNTO DI VISTA DELLE PERSONE

Il concetto di benessere cambia secondo i tempi, i luoghi e le culture e non può essere definito univocamente. Fino a pochi anni fa la “ricchezza” di una nazione veniva misurata esclusivamente attraverso il PIL (Prodotto Interno Lordo), indicatore importante del livello di benessere economico di una società, ma assunto dalle autorità politiche come lo strumento più importante – unico – per valutare l’entità delle prestazioni e delle attività economiche.

Il PIL appare oggi una misura troppo limitativa che sottostima il livello e i miglioramenti degli standard di vita di una collettività. Non dice nulla circa il benessere, o meglio circa la felicità della popolazione, né in merito alla sostenibilità dello sviluppo sociale.

Il tema della misurazione del benessere, perciò, ha stimolato negli ultimi anni ampi spazi di discussione in tutto il mondo e conta ormai importanti esperienze nazionali e internazionali. Oggi, è affrontato non solo dagli accademici ma anche da leader politici, dalla statistica ufficiale e da ampi settori della società civile.

Istituzioni pubbliche e private, nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo, hanno intrapreso iniziative per costruire sistemi di indicatori in grado di monitorare quei fenomeni che contribuiscono al benessere dei cittadini. Fra i lavori più noti si annovera il Rapporto della cosiddetta commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi, commissione istituita nel 2008 dal presidente Sarkozy e che elaborò 12 raccomandazioni fondamentali per “andare oltre il PIL”.

La Commissione raccomanda, tra le altre cose, di misurare il benessere attraverso un approccio multidimensionale che tenga conto anche degli aspetti di valutazione soggettiva dei cittadini, ponendo attenzione “alla valutazione che ognuno dà alla sua vita, della sua soddisfazione e delle priorità”. Anche l’Italia ha deciso, recentemente, di individuare una misura del benessere condivisa a livello nazionale che diventi un riferimento per il dibattito pubblico.

Il CNEL e l’ISTAT hanno lavorato per giungere alla definizione di un insieme condiviso di indicatori. Il concetto che ha guidato i lavori è quello di “benessere equo e sostenibile” (bes) http://www.misuredelbenessere.it e si è operato con l’obiettivo di analizzare le diverse componenti del bes ed identificarne i punti di forza e di debolezza, gli squilibri territoriali ed i gruppi sociali che rispetto ad esso si trovano avvantaggiati o svantaggiati.

Per individuare gli elementi costitutivi del benessere nel nostro Paese, il Cnel e l’Istat hanno messo in piedi un Comitato di indirizzo composto da rappresentanze delle parti sociali e della società civile. Sono state così individuate 12 dimensioni di benessere che vengono rappresentate e “spiegate” attraverso 134 indicatori di misurazione.

In questo quadro, il Laboratorio di Ricerca Azione 2013 si pone l’obiettivo di affrontare ed approfondire il tema del benessere equo e sostenibile ponendo però particolare attenzione ai punti di vista, alle istanze, alle valutazioni espresse dalle persone.

Dettagli Libro

  • Autore

    a cura del Laboratorio di Ricerca Intervento

  • EditoreFq Sud – Formazione Quadri Terzo Settore
  • Anno2014
  • Pagine272
  • Linguaitaliano
  • Copie1

IL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE DAL PUNTO DI VISTA DELLE PERSONE

Copertina mancante.