L'ANTICIVILTÀ

Il naufragio dell'Occidente nelle narrazioni della Shoah

Auschwitz è il luogo, simbolico e materiale, in cui si compie l’ultimo atto della modernità europea. Auschwitz, in questo senso, divide la storia in un “prima” e un “dopo” tra cui non c’è più nessuna comunicazione, dando vita a una vera e propria frattura che mette fine ai miti e alle illusioni di quella stessa modernità.

Ad Auschwitz la parabola gloriosa inaugurata dall’Uomo vitruviano di Leonardo collassa, sostituita dal suo doppio speculare e negativo: quel Muselman in cui Primo Levi identifica l’emblema di “tutto il male del nostro tempo” e che abita l’anticiviltà del genocidio. Le testimonianze italiane della Shoah, per la prima volta studiate nel loro insieme, esibiscono e raffigurano proprio i contorni e gli abissi di questa civiltà capovolta e dimostrano come la profonda cesura storica, culturale e antropologica di Auschwitz, ben lungi dall’essere una costruzione teoretica posteriore, sia già presente in nuce nei racconti dei superstiti.

Attraverso la mise en abîme dei testi fondativi dell’etica giudaico-cristiana (la Torah, il Nuovo Testamento e la Commedia dantesca), la koinè mortifera di Auschwitz dà vita all’ “antinarrazione delle camere a gas” che ribalta, frantumandola, l’integralità delle grandi narrazioni del passato. Con il conseguente naufragio, come per l’imbarcazione dell’Ulisse dantesco rivisitato da Levi, dei principi dell’umanesimo occidentale.

Dettagli Libro

  • Autore

    Sibilla De Stefani

  • SottotitoloIl naufragio dell'Occidente nelle narrazioni della Shoah
  • EditoreMimesis
  • CollanaStoria di storie
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2017
  • Pagine368
  • ISBN978-88-5753-900-3
  • LinguaItaliano
  • Copie1
L'ANTICIVILTÀ