L’accoglienza dei profughi è una delle sfide principali delle città contemporanee europee, la questione dove si gioca il destino stesso della civiltà europea: “ho un sogno”, ha detto Francesco, “che l’Europa torni madre”. L’Europa nasce, infatti, come spazio geoculturale della civitas e la ricchezza dell’Italia, come degli altri paesi, si fonda sul pluralismo dei municipi, veri e propri aggregati di ibridazione multiculturale, culle del cosmopolitismo.

Contro il fondamentalismo e il verticismo di un unico Occidente, la storia della nascita delle prime città dimostra come siano esistiti più “Occidenti” prodotti da incessanti transiti, traduzioni e narrazioni. L’ethos delle città si fondava proprio sugli incroci tra locali e stranieri che, nel corso dei loro transiti, innescavano mutamenti nelle mentalità dei “locali” e nelle forme fisiche della città.

La ricerca, oggi, di esperienze concrete di solidarietà non è, dunque, dolce utopia o buonismo da anime belle, ma il “ritorno” a quella gloriosa tradizione che ha caratterizzato il contesto italiano ed europeo.

Dettagli Libro

  • Autore

    Ilaria Agostini, Giovanni Attili, Lidia Decandia

  • EditoreManifestolibri
  • CollanaTerritori
  • Edizione1ª edizione
  • Anno2017
  • Pagine112
  • ISBN978-88-7285-860-8
  • LinguaItaliano
  • Copie1
LA CITTÀ E L'ACCOGLIENZA