LA TV IN MANO

    E’ un libro scritto a quattro mani, quelle del giornalista Rai Giovanni Anversa e di Don Antonio Mazzi, ideatore del Progetto Exodus, ma parla di una mano sola. La mano sul telecomando.

    Mentre per Anversa ci sono almeno 5 motivi (5 come le dita della mano) per odiare la televisione, per Don Mazzi ce ne sono altrettanti per “non-odiarla”. Anversa ci ricorda attraverso la sua personale esperienza, i primi anni della televisione, quando questa era veicolo critico della storia, della politica, dell’educazione, della letteratura e il suo lento arenarsi nelle logiche del mercato, accompagnato da una perdita nella qualità dei contenuti.

    Il palinsesto non è più un lavoro sui contenuti, ma il vero e proprio prodotto di un’accurata strategia di marketing aziendale. La variabile determinante è lo share, le statistiche sugli spettatori determinano la completa sudditanza della TV ai gusti del pubblico, non più percepito come fruitore critico, ma come target di consumatori.

    Ma il giornalista ricorda anche gli sforzi di far fronte a questa esigenza in maniera coscienziosa e creativa per tornare ad una TV educativa di qualità: se il pubblico voleva l’impatto emotivo, l’esperienza diretta, a questa andavano legati i contenuti delle dinamiche sociali che ruotavano attorno alle singole esperienze. Di fatto alla fine le cinque “dita” toccate dal giornalista più che una serie di motivi per odiare la televisione, sono spunti critici per una riflessione consapevole sulla realtà televisiva attuale e sugli sviluppi futuri.

    Come pure gli stessi 5 motivi per “non-odiare” la televisione di Don Mazzi partono in realtà dalla consapevolezza che demonizzare o mitizzare il mezzo televisivo porti ad una visione distorta di una realtà sfaccettata. Il sacerdote però, più che focalizzare gli aspetti “tecnici” e “sociologici” del mezzo, si concentra sui soggetti che guardano la televisione, le persone, ricordandoci che se la televisione, specchio del sociale, paventa un vuoto di contenuti spetta alle nostre stesse coscienze il compito di riempirli.

    La televisione può essere uno strumento educativo solo se su di essa ci sia un controllo che sappia sfruttare le qualità positive del mezzo piuttosto che utilizzarla come capro espiatorio di deresponsabilizzazione delle agenzie educative.

    Dettagli Libro

    • Autore

      Giovanni Anversa, Antonio Mazzi

    • EditoreEdizioni San Paolo
    • CollanaExodus – Avamposti
    • Edizione1ª edizione
    • Anno2008
    • Pagine144
    • ISBN9788821559020
    • Linguaitaliano
    • Prezzo9,50
    • PrefazionePaolo Ruffini
    • Copie1
    • Link esternohttp://www.paolinitalia.it/libri/default.asp

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