Le persone di cui questo libro parla attendono ancora la loro liberazione; nei manicomi dove sono recluse, nei moderni ospedali psichiatrici in cui sono “curate”, nelle comunità terapeutiche in cui sono assediate insieme agli psichiatri che sono con loro, esse guardano alla liberazione nel senso più concreto ed immediato. Ma qual è il significato non mitologico e non romantico che vogliamo attribuire alla parola liberazione, quando di essa ci serviamo nel campo delle cosiddette scienze dell’uomo e più strettamente ancora in quello psicologico e psichiatrico? E come possiamo sperare di togliere l’uomo da un qualunque suo stato di sofferenza e di disagio, senza aver agito direttamente sulle cause prime, vale a dire sulla struttura economica portante? E se una sia pur parziale liberazione dell’uomo fosse possibile in questo tipo di società repressiva nella quale operiamo, non vi sarebbe sempre il periodo che una qualunque tecnica, volta a iniziare questo processo di liberazione, possa divenire strumento di controllo e mezzo di repressione? In questo libro si tenterà una risposta che non nasca dalle posizioni preconcette delle scienze accademiche, ma che derivi, come necessario momento teorico, direttamente dalla pratica sociale, intesa sia nel senso settoriale di pratica psichiatrica e di ricerca scientifica, sia, in senso più generale, come lotta di classe.
Dettagli Libro
Autore
Sergio Piro
- SottotitoloUna dialettica del disagio umano
- EditoreFeltrinelli
- CollanaI nuovi testi/28
- Edizione1ª
- Anno1971
- Pagine185
- Linguaitaliano
- Copie1

LE TECNICHE DELLA LIBERAZIONE
Copertina mancante.




