È un libro sul razzismo che si esprime con le parole, attraverso quelle “etichette” che diventano usuali nella comunicazione quotidiana Esoh Elamé, cittadino italiano originario del Camerun, docente di Geografia alla Ssis dell’università Ca’ Foscari di Venezia, le passa in rassegna una a una facendo vedere in che modo e perché discriminano e umiliano. L’autore li chiama “rifiuti verbali”, “immondizia linguistica”, prodotti dalla presunzione di superiorità di chi li pronuncia.
Ma che in realtà non sono altro che la traduzione della paura dell’altro. Si tratta allora di decostruire quel “vocabolario discriminante” prodotto dai “fabbricanti professionali di rappresentazioni: giornalisti, politici, artisti, scienziati”.
Il suo intento è contribuire a diffondere la comunicazione interculturale, cioè attenta al “diverso”, consapevole delle trappole dell’etnocentrismo, capace di superare stereotipi, pregiudizi, tabù. Il libro è anche una testimonianza sulla nostra società vista da un immigrato che ha scelto l’Italia come seconda patria.
L’espressione “uomo di colore” è la più usata nel linguaggio sull’immigrazione, sembra innocua, e si trova nei libri, nei giornali, nei film, nei materiali didattici. Viene usata in buona fede anche da chi condanna gli stereotipi sui neri.
Invece fa parte delle parole denigratorie. L’espressione non nasce per caso, ma fa parte della storia dei neri e della segregazione razziale negli Stati Uniti.
Infatti dopo l’abolizione della schiavitù, per gli schiavi che avevano ritrovato la libertà fu coniata quest’etichetta, che racchiudeva in sé l’idea del loro essere inferiori. L’autore è convinto che decostruire il razzismo linguistico sia la base per passare da una società multiculturale a una interculturale.
Dettagli Libro
Autore
Esoh Elamé
- EditoreEMI – Editrice Missionaria Italiana
- CollanaPaesi, situazioni e problemi
- Edizione1ª edizione
- Anno2007
- Pagine160
- ISBN9788830716759
- Linguaitaliano
- Prezzo10,00
- Copie2
- Link esternohttp://www.emi.it/



