Una biografia che racconta la storia di una donna siciliana che con la mafia ha fatto i conti denunciandola, nella paura di nuovi attentati e nel ricordo delle violenze subite. A questa donna la mafia ha ucciso due fratelli, Salvatore e Rodolfo, contrabbandiere l’uno e senza fisso lavoro l’altro.
Rappresenta l’emblema di una forza femminile che ha saputo abbattere il muro dell’omertà e per questo è stata punita. Isolata e abbandonata dalla famiglia, minacciata in modo orribile, snaturato, dalla madre che le disse: “Spero a Dio che lo stesso dolore tu hai da provare, i figli t’hanno ad ammazzare”.
Ma nonostante questo Michela è andata avanti, ribellandosi ai soprusi e alle violenze della casta mafiosa. Una donna elogiata da tutti per non aver mai smesso di cercare la giustizia.
Attraverso la sua storia, il suo vissuto personale, si riesce anche a scorgere la storia di una Palermo devastata dalla guerra, riaffiorano così luoghi che non esistono più se non nella memoria storica. Si viene a conoscenza di uomini e donne alle prese con realtà difficili, impegnati a vivere affrontando quotidianamente continue lotte per la sopravvivenza, spesso segnate dall’egoismo, per poi finire con scene di morte.
L’autrice riesce con espressioni leggere a raccontare una violenza continua ma non plateale. Ma mai scompare la rassegnazione.
Anzi la morte dei suoi due fratelli è una violenza insopportabile che genera solo ribellione nell’anima. “E’ così che la lotta alla mafia iniziata con la sfida della sua costituzione di parte civile, diventa il suo desiderio di giustizia, di pulizia, con il coraggio che non cessa quando è costretta a ritirarsi, perché i mafiosi minacciano i suoi figli.
Da lì il suo pensarsi comincia a diventare fatto concreto da raccontare ad altri”.
Dettagli Libro
Autore
Michela Buscemi
- EditoreEdizioni la Meridiana
- CollanaPassaggi
- Edizione1ª edizione
- Anno2010
- Pagine346
- ISBN978-88-6153-154-3
- LinguaItaliano
- Copie1



